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Art 1
La denominazione di origine controllata «Colli Altotiberini»
e’ riservata ai vini bianchi, rossi e rosato che rispondono
alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente
disciplinare di produzione.
Tali vini sono i seguenti:
Colli Altotiberini bianco ed anche nelle tipologie spumante
e superiore;
Colli Altotiberini rosso ed anche nelle tipologie novello e
riserva;
Colli Altotiberini Rosato;
Colli Altotiberini Grechetto;
Colli Altotiberini Trebbiano;
Colli Altotiberini Cabernet Sauvignon;
Colli Altotiberini Merlot;
Colli Altotiberini Sangiovese;
Colli Altotiberini Cabernet Sauvignon riserva;
Colli Altotiberini Merlot riserva;
Colli Altotiberini Sangiovese riserva
Art 2
Il vino “Colli Altotiberini” bianco deve
essere ottenuto dalle uve provenienti da vitigni aventi,
nell’ambito aziendale, la seguente composizione
ampelografica:
Trebbiano Toscano minimo: 50%.
possono inoltre concorrere alla produzione di detto vino le
uve provenienti dagli altri vitigni a bacca bianca idonei
alla coltivazione per la regione Umbria, fino ad un massimo
del 50%.
Il vino “Colli Altotiberini bianco superiore” deve essere
ottenuto dalle uve provenienti da vitigni aventi,
nell’ambito aziendale, la seguente composizione
ampelografica:
Trebbiano Toscano minimo 50%.
possono inoltre concorrere alla produzione di detto vino le
uve provenienti dagli altri vitigni a bacca bianca idonei
alla coltivazione per la regione Umbria, fino ad un massimo
del 50%.
Il vino “Colli Altotiberini spumante” deve essere ottenuto
dalle uve provenienti dai vitigni
Grechetto, Chardonnay, Pinot bianco, Pinot nero e Pinot
grigio, da soli o congiuntamente, minimo per il 50%.
possono concorrere come complementari gli altri vitigni a
bacca bianca idonei alla coltivazione per la Regione Umbria
nella misura massima del 50%.
I vini “Colli Altotiberini» rosso, rosato e novello” debbono
essere ottenuti dalle uve provenienti dai vigneti aventi
nell’ambito aziendale la seguente composizione ampelografica:
Sangiovese minimo: 50%.
possono concorrere alla produzione di detti vini le uve
provenienti da altri vitigni a bacca nera idonei alla
coltivazione per la regione Umbria, fino ad un massimo del
50%.
Il vino “Colli Altotiberini rosso riserva” deve essere
ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti aventi
nell’ambito aziendale la seguente composizione ampelografica:
Sangiovese minimo: 50%.
possono inoltre concorrere alla produzione di detto vino le
uve provenienti da gli altri vitigni a bacca nera idonei
alla coltivazione per la regione Umbria, fino ad un massimo
del 50%.
Per i vini con riferimento al nome dei vitigni, con o senza
la specificazione “riserva”, questi debbono essere ottenuti
da vigneti in cui il vitigno, nell’ambito aziendale, sia
rappresentato:
“Colli Altotiberini Grechetto”:
Grechetto minimo 85%
“Colli Altotiberini Trebbiano”
Trebbiano minimo 85%
“Colli Altotiberini Cabernet Sauvignon”:
Cabernet Sauvignon minimo 85%
“Colli Altotiberini Merlot”:
Merlot minimo 85%
“Collo Altotiberini Sangiovese”:
Sangiovese minimo 85%
possono concorrere alla produzione di detti vini altre uve,
nel rispetto delle tipologie bianche e nere, provenienti dai
vitigni idonei alla coltivazione per la regione Umbria, fino
ad un massimo del 15%.
Art 3
La zona di produzione delle uve atte alla
produzione dei vini a denominazione di origine controllata
“Colli Altotiberini” ricade nella provincia di Perugia e
comprende i terreni vocati alla qualità di tutto o parte dei
territori dei seguenti comuni:
San Giustino Citerna, Citta’ di Castello
Monte S. Maria Tiberina Montone, Umbertide,
Gubbio, Perugia.
Tale zona e’ cosi delimitata:
partendo dal punto di incrocio della via Tiberina strada
statale n. 3-bis con il confine di provincia in località
Dogana quota 330 m s.l.m., il limite segue verso nord-est il
confine provinciale per circa 800 metri fino a raggiungere
la quota 355 da dove prosegue in direzione sud per la strada
e superata la quota 371, raggiunge Cospaia, costeggia il
centro abitato ed est e per un sentiero raggiunge in
direzione sud il corso d’acqua discendendolo fino a quota
333 dove prende il sentiero verso est raggiungendo quota
391, a nord di Porrino, prosegue poi verso nord-est per la
strada ed il sentiero poi che va ad incrociare il T. Vertola
in prossimità della quota 368, raggiungendo l’incrocio con
la strada S. Giustino - Corposano.
Dal punto di incrocio sulla S. Giustino - Corposano, il
limite segue verso est e poi ovest la mulattiera che
raggiunge, in prossimità della quota 448, la strada statale
di Bocca Trabaria (n. 73-bis), segue quest’ultima verso
sud-est fino a quota 513 (C. Gobbi) e quindi la strada,
prima verso est e poi sud, che conduce a Ca’ di Crea e 200
metri circa prima di giungere a tale località segue, verso
est, il sentiero e poi la strada attraversa la quota 502 e
raggiunge da nord-est C. Somaia da dove prosegue per la
strada che verso sud-est prima e poi verso nord-est
raggiunge l’impluvio all’altezza della quota 489, risale
l’impluvio in direzione nord-est e sul proseguimento va ad
incrociare la strada che passa ad est della quota 629
(Monticello), percorre tale strada verso sud est sino ai
ruderi di Pieve Vecchia da dove, per una retta in direzione
nord-est raggiunge la sorgente perenne a nord di C.
Cattanera (quota 434), costeggia tale località per la strada
ad est ed all’altezza della quota 434 piega verso est per la
strada che raggiunge in prossimità del ponte, quella per
Colle Plinio, attraversa tale strada e seguendo la
mulattiera verso sud-est raggiunge il confine comunale di S.
Giustino, lo percorre per breve tratto verso est ed
all’altezza della quota 467, seguendo l’impluvio in
direzione sud-est lungo il fosso raggiunge il ponte sulla
strada Colle Plinio-Ripole (quota 368), percorre
quest’ultima per circa 300 metri verso est ed all’altezza
della strada di C. S.Biagio, attraversa, in direzione
sud-est, il torrente Lama e risalendo l’impluvio del fosso
affluente nella stessa direzione, raggiunge sul
proseguimento di questi, la strada per C.se Colecchio che
percorre verso sud-ovest fino a raggiungere tale località.
Da C.se Colecchio, attraversato il corso d’acqua a sud,
prende la mulattiera per raggiungere, in direzione sud-est,
quota 470 (C. Malfatti) e quindi, sempre verso sud - est,
segue la strada che poi piega a sud fino a raggiungere la
quota 530 percorrendo un sentiero nell’ultimo tratto; da
quota 530 segue la strada verso sud fino a quota 468, a nord
- ovest di V.la Panicale.
Da quota 468 segue una retta in direzione est fino a quota
380 da dove per la strada verso sud-est incrocia quella per
C. Ponte e, lungo questa, verso sud raggiunge il ponte sul
T. Regnano, prosegue quindi per il sentiero che in direzione
sud-est passa ad est di M. Novello e successivamente per la
mulattiera verso sud-ovest raggiunge la quota 456.
Da quota 456 seguendo una retta in direzione sud-est giunge
a quota 364 (C. Muri) e quindi percorre la strada che verso
sud raggiunge la quota 341, una volta attraversato il T.
Vaschi.
Da quota 341 segue una retta in direzione sud-ovest
raggiungendo Userna (quota 366) e da Userna prosegue per la
strada che in direzione sud-est raggiunge l’impluvio e lo
percorre verso est fino ad incontrare, sul proseguimento, il
sentiero per V.la Coppi che raggiunge lungo questi seguendo
verso sud.
Da V.la Coppi prosegue per la mulattiera che verso est
raggiunge quota 430 all’incrocio con quella che conduce a
Castiglione, dal punto d’incrocio (quota 430), segue una
retta in direzione sud-est che raggiunge C. Cavaglione da
dove discende verso sud per la strada che attraversa ad est
la località Belvedere fino ad incrociare a quota 337 la
strada per Città di Castello, segue tale strada verso est
fino al km 2 da dove, per una retta in direzione sud-est
raggiunge la quota 360 e quindi lungo il sentiero in
direzione est incrocia la mulattiera per C. Nunziatella e
lungo questa verso sud-ovest, raggiunge tale località (quota
443), la supera e sulla strada che prosegue, raggiunge Bagni
di Fontecchio dopo aver superato la quota 415.
Da Bagni di Fontecchio segue la strada che in direzione sud
e sud-ovest conduce a V.la Eleonora da dove prosegue per la
mulattiera verso sud-ovest, attraversa la quota 460 ed
arriva a quota 407 e sul proseguimento giunge a V.la Rocca
(quota 431) da dove piega prima verso nord-est e poi sud per
la strada che, attraversata quota 437, perviene a quota 395
da dove segue l’impluvio in direzione sud e quindi il F.so
Zanzone, sempre verso sud, fino ad incrociare la strada per
Città di Castello.
Segue tale strada verso sud-ovest per circa 600 metri fino
all’incrocio con quella per C. Le Guardie e lungo questa
raggiunge tale località per proseguire poi in direzione
sud-ovest fino ad incrociare il T. Soara e quindi
all’incrocio segue la strada adiacente verso sud-est fino a
raggiungere C. Belvedere (quota 466) dopo aver costeggiato
ad est Le Piagge e la quota 454.
Da C. Belvedere segue la strada in direzione nord-est e poi
sud-est fino alla quota 480 da dove, per una retta a
perpendicolare sud incrocia la strada in uscita da S.
Domino, prosegue lungo tale strada verso sud-ovest, passando
per le quote 453, 447, 345 e nell’ultimo tratto per un
sentiero fino alla quota 345 da dove piega verso sud fino a
C. Molinello e quindi per una mulattiera verso est, superata
a quota 367, raggiunge la strada per Carafieri e, lungo
questa, tale località.
Da Calafieri discende verso sud per la mulattiera fino a
quota 400 da dove lungo una retta in direzione sud arriva a
quota 385 (C. Ricci), per proseguire poi in direzione
nord-est lungo la strada che costeggia il F.so di Fonte
Maggio fino all’altezza della quota 423 da dove, per una
retta in direzione sud-est, raggiunge quota 404 sulla strada
per La Casella, segue tale strada in direzione ovest sino a
raggiungere la strada di S. Martino di Castelvecchio
passando per le quote 324 e 311.
All’incrocio, in prossimità di S. Martino di Castelvecchio,
il limite segue la strada in direzione est per Caldarino di
Sopra passando per le quote 359, 368, 384 e superata
quest’ultima quota segue il sentiero in direzione nord-est
fino all’impluvio affluente del F.so Rancale per risalirlo
fino ad incrociare nuovamente la strada per Caldarino di
Sopra in prossimità di C. Benedetti, prosegue per tale
strada verso nord-est e raggiunge Caldarino (quota 412), da
dove segue quella in direzione sud- est, supera la quota 414
e, per un sentiero che nell’ultimo tratto piega verso est,
raggiunge C. Masci a quota 441.
Da C.sa Masci segue la strada che, in direzione est prima e
poi sud, raggiunge il Palazzotto dopo aver superato le quote
452, 440, 432, 444 e 447 e dal Palazzotto segue la strada
verso sud per breve tratto e quindi il sentiero che la
congiunge a quella per C. Fondeo raggiungendo questi per la
strada in direzione est.
Da C. Fondeo segue la strada che, in direzione nord,
costeggia il T. Lana e, poco prima della quota 311,
attraversa il corso d’acqua seguendo poi il sentiero che in
direzione sud-est, raggiunge C. Casale (quota 391), lo
supera e lungo la mulattiera, nella stessa direzione,
raggiunge la strada per La Casella, la segue verso est prima
e poi verso sud attraversando la quota 427 fino ad arrivare
alla quota 393 da dove, per la mulattiera in direzione
nord-est, raggiunge C. Rio (quota 388) indi prosegue verso
sud-est lungo la strada che arriva a quota 438 e poi, lungo
il sentiero, arriva a quota 473, per seguire poi l’impluvio
che va a confluire nel T. Carpina.
Alla confluenza risale per circa 100 metri il T. Carpina, lo
attraversa per proseguire sulla strada che verso sud-est
supera Casale di Sotto (quota 298) e quindi lungo un
sentiero nella stessa direzione raggiunge la strada per C.
Maiola che segue fino a tale località.
Da C. Maiola (quota 376) per una linea retta in direzione
sud-est attraversa la quota 402 e raggiunge Broccano (quota
473), da Broccano segue la strada che nella stessa direzione
supera Caicresci e raggiunge quota 401 da dove, lungo un
sentiero in direzione est, raggiunge il Rio all’altezza
della quota 334, discende tale corso d’acqua per circa 600
metri e prende quindi il sentiero e la strada in direzione
sud-est fino a raggiungere il confine di Montone a S.
Benedetto, risalendo verso nord per circa 100 metri il
confine comunale per seguire la strada e poi la mulattiera
che, in direzione est, raggiunge C. Col della Tempesta
(quota 466).
Da Col della Tempesta segue la strada verso sud-ovest per
Pian del Corso (quota 403) e, superato Scapicchio (quota
337) di circa 300 metri, prende verso sud-est il sentiero e
poi la strada che raggiunge prima C. Val di Roba (quota 410)
e poi Caicace (quota 445) da dove segue la strada e la
carrareccia che giunge a Le Capanne, passando per la quota
379.
Superate Le Capanne prosegue verso est fino ad arrivare al
T. Assino che discende verso sud ed all’altezza di M.
Scaricato, risale l’affluente che attraversa la strada
statale per Gubbio in direzione est, e risale quindi il F.so
Ranco Nuovo fino in prossimità della sorgente dove, lungo
una mulattiera prima verso sud e poi una carrareccia verso
est, raggiunge Il Castello.
Dalla località Il Castello, il limite segue la mulattiera
che in direzione sud attraversa le quote 471, 419, 416, 408
(Poggio del Colle), da dove segue il sentiero che in
direzione sud-est raggiunge il T. Mussino a quota 261 in
corrispondenza della confluenza del F.so dei Cerri, risale
per breve tratto tale corso d’acqua, circa 50 metri, e poi
prende il sentiero che discende verso sud raggiungendo quota
306 il Varlo, risale quindi per la mulattiera in direzione
nord-est e, superato il podere Valcerbaia seguendo la
carrareccia, raggiunge l’impluvio e ridiscende fino
all’altezza della quota 381 dove, per la mulattiera, arriva
alla località Torretta (quota 300).
Da quota 300 segue una linea retta, in direzione nord-est e
raggiunge la quota 463 sulla strada per C.se Nuove, segue
tale strada verso nord-est e, superata Pietra Melina
all’altezza della quota 569, prende la carrareccia per
Casidolfo (quota 596) da dove lungo il sentiero in direzione
est e poi sud, raggiunge Venarella (quota 607) e per la
Mulattiera arriva a Vignaie da dove risale in direzione
nord-est fino alla quota 503 sul confine comunale.
Da quota 503 segue una linea retta verso sud-ovest e
raggiunge Colozzone a quota 463 per proseguire poi nella
stessa direzione per la mulattiera che raggiunge il Rio,
segue il corso d’acqua verso sud costeggiando l’acquedotto
fino ad arrivare a quota 300 e quindi la mulattiera che
verso est passa per Castello di Vicolo (quota 344), Podere
Piaggia (quota 440), quota 460 e proseguendo raggiunge
l’acquedotto che discende verso sud fino al C. il Poggio, da
dove in linea retta verso est raggiunge la quota 436 e
quindi la strada per Casanova che segue fino a superare tale
località (quota 418) e prendere poi il sentiero che, in
direzione sud-est, arriva alla strada per C. S. Benedetto
che raggiunge e supera incrociando poi il T. Resina.
Attraversa il T. Resina e prosegue per la strada il Molino
di Vico per procedere verso est fino a quota 365, dove
prosegue per nord-est lungo la strada che passa per le quote
416, 461, 459 e raggiunge C. Vaglie (quota 465). Il limite
discende poi verso sud fino a raggiungere la strada che
incrocia quella per Morleschio alla quota 542, segue tale
strada fino a Palombare Alto di Morleschio e da qui la
strada in parte mulattiera che in direzione sud-est passa le
quote 366 e 300 fino ad incrociare il T. Ventia in località
C. Crevelli, sul proseguimento della strada raggiunge poi la
località Montelabate, passando per P.re Guardabassi (quota
288), C. Cirosso (quota 303), quote 305, 322, e 348.
Prosegue poi in direzione nord-est per la strada che conduce
alla località Casacce (quota 617), fino a raggiungerla in
prossimità del km 21,100 circa sulla strada per Perugia e
discende lungo questa sino al km 20,000 circa.
Dal km 20,000 della via Eugubina segue la strada verso est
che passa per casa Forti (quota 532) e C. la Valle (quota
435) da dove, per un sentiero, incrocia il Rio, lo
ridiscende anche quando muta il nome in Rio Grande fino
all’altezza di Piccione a quota 308 e quindi prosegue per la
strada che in direzione sud passa a ovest di C.se Vaglie,
piega quindi verso sud-est su quella che raggiunge quota 353
per risalire in direzione nord-est, in prossimità della
Cappella, superato di circa 100 metri il bivio per C. S.
Croce, prende la strada verso sud attraversando le località:
Casella (quota 338), P.zo Nerbone (quota 340), C. Bruciata,
P.zo Taccone (quota 446), C. Grelli, C. Serrina Bassa (quota
352), P.re Palazzone (quota 357) fino ad incrociare la
strada per Pianello in località La Colonnetta alla quota
234.
Da quota 234 segue verso sud-ovest la strada carrareccia per
P.re la Spiaggie e dopo circa 600 metri piega verso sud
lungo la strada che attraversa Casanova, P.re Macci, (quota
242), P.re del Bosco fino a raggiungere a quota 229 quella
in uscita da Ripa sulla quale prosegue incrociando dopo
circa 150 metri il F.so Macara, segue quindi tale corso
d’acqua in direzione sud, fino a raggiungere la quota 207
all’altezza di podere Fonte che raggiunge seguendo la strada
in direzione ovest.
Da P.re Fonte segue verso sud la strada che passando per le
quote 206. 207 (C. Pallareto) raggiunge la linea ferroviaria
in prossimità della quota 213, prosegue per la linea ferrata
verso ovest ed alla stazione di ponte S. Giovanni, segue la
strada che attraversato il fosso di S. Margherita a quota
235 raggiunge il centro abitato di Perugia che costeggia a
est onde seguire poi la strada in uscita, che superata P.ta
S. Angelo, raggiunge S.
Maria di Cenerente; prosegue poi per la strada che in
direzione nord-ovest costeggia il fosso di Cenerente e
l’acquedotto fino ad incrociare, dopo Osteria della Corniola
e sempre sul confine comunale, la strada per Cannetto per
seguirla poi fino ad arrivare a tale località (quota 412).
Da Cannetto prosegue verso nord-est per la strada che,
superate C.se di Sotto raggiunge il bivio per C.se di Sopra
e da qui segue quella che, verso est, attraversa il F.so di
Colognola, supera il bivio per C. Pepparello e proseguendo
raggiunge a quota 487 la strada alle pendici di M. Civitelle
la segue per breve tratto verso nord e dopo circa 50 metri,
prosegue lungo quella di Migiana di Monte Tezio nella stessa
direzione, raggiunge e supera tale località e all’altezza di
Castel Procoio prende la mulattiera per C.se Fontenova
(quota 505).
Segue tale strada in direzione nord-ovest, costeggiando M.
Tezio e passando per P.re Casale, C. Valle Cupa (quota 476),
C. Pie’ di Monte (quota 492), C. Pavia (quota 494), C.
Boyola (quota 364), tino a raggiungere Antognola.
Da Antognola segue, verso nord-est, la mulattiera per
Valenzino raggiungendo dopo aver costeggiato F.so Mussarello
e da Valenzino, in direzione nord-ovest, prosegue per la
mulattiera che dopo una deviazione verso ovest, passa per le
quote 339, 298 fino a raggiungere il T. Nese, lo attraversa
e prosegue per la Chiesa del Pian di Nese (quota 300).
Segue quindi la mulattiera verso nord che passa per la quota
321, raggiunge l’impluvio e lungo questi arriva alla strada
per S. Giuliana, dopo breve tratto verso tale località segue
la mulattiera verso ovest per C. Prata e da tale località
prosegue per una linea retta in direzione nord raggiungendo
l’estremità più a sud della strada per Monte Corona (quota
628), prosegue quindi su tale strada in direzione nord fino
al P.re S. Savino, lo supera ed alla prima curva sulla
strada (quota 470) prende il sentiero che, in direzione
sud-ovest, passa per le quote 392, 357 e superato S.
Giuliano delle Pignatte, in direzione ovest, segue la strada
che attraversa quella per Badia alla quota 323 e prosegue
fino a Toro (quota 373).
Da Toro segue la mulattiera che in direzione della vetta di
M. Acuto raggiunge la località Osteria da dove piega verso
nord-ovest per raggiungere Migianella dei Marchesi, passando
a nord-est di M. Acuto, Cima Cerchiaia, M. Valcinella, M.
Saldo e seguendo la mulattiera, la strada e nuovamente la
mulattiera che passa per le quote: 513 (Montacuto), 487, 436
(Palazzetto), 370, 503 (Il Ranco), 519, 458.
Da Migianella dei Marchesi segue la mulattiera per C.
Tassinari e prima di giungervi prosegue verso nord-ovest
lungo il sentiero che conduce a C. S. Stefano (quota 476),
quindi piega ad ovest per la carrareccia fino a C. Poggio
(quota 434) e poi a sud, raggiungendo Ulivello Pçrimo (quota
303) che discende fino al T. Mansola.
Segue questo corso d’acqua fino alla confluenza con il T.
Niccone e lungo questi verso ovest incrocia il confine di
provincia in loc. La Mita, prosegue quindi lungo tale
confine verso nord-ovest fino a raggiungere, in prossimità
della quota 500, la mulattiera lungo la quale prosegue prima
verso nord e poi est fino ad arrivare alla località il Cerro
(quota 570).
Da Cerro segue sempre la mulattiera in direzione est,
raggiunge C. Pagana di Sopra (quota 415) passando per le
località Crete (quota 531), C. Fusate (quota 423).
Da C. Padana di Sopra prosegue verso nord per la mulattiera
prima e lungo la strada poi fino a C. Colle (quota 568)
passando per Ca’ di bacco; da C. Colle (quota 568) segue
quindi la mulattiera in direzione nord-ovest passando per le
quote 564, 415, 403, (V.la Landucci), 313 fino a raggiungere
lungo la carrareccia ed una volta attraversato il T. Scano,
la strada per Calzolaro, prosegue su tale strada in
direzione ovest ed alla quota 348.
All’altezza di S. Leo Bastia, prende a nord la strada per
l’Olmo raggiungendo tale località.
Dall’Olmo segue la mulattiera in direzione nord-est e
raggiunge C. Aiale passando per le quote 478 e 533, da C.
Aiale segue la strada che, nella stessa direzione attraversa
C. Ranzu ed arriva alla localita’ Porcareccia (quota 439) da
dove prosegue per il sentiero che dopo aver piegato
inizialmente ad est, riprende la direzione nord-est fino a
raggiungere Gracciata (quota 327). Da Gracciata segue prima
la mulattiera verso ovest e poi la strada carrareccia verso
nord che attraversato il T. Minima, incrocia la strada per
Lugnano alla quota 278, segue quest’ultima in direzione
ovest fino alla Fatt. di Petrelle e superatala di poco,
segue la strada e poi la mulattiera che in direzione nord,
raggiunge Ghironzo (quota 558), passando per
le località Pistrino (quota 371), Caprina (quota 507),
Casalina (quota 583) e quindi per le quote 593, 589, 602,
575, 516, (Castelvecchio).
Da Ghironzo segue la mulattiera che in direzione est
attraversa la quota 477 e raggiunge la quota 395 in
prossimità di S. Lucia da dove seguendo la mulattiera in
direzione nord-ovest tocca la quote 418, 409, 338 e 285 e
raggiunge il T. Nestore seguendolo per circa 300 metri verso
est fino alla quota 281.
Dalla quota 281 prosegue a nord sulla strada che incrocia
quella per Morra alla quota 288 e lungo questa attraversa
Morra e superata la quota 292 al ponticello sul fosso
affluente del T. Nestore, risale questo fosso costeggiando
la località Vicinato, La Pelucca, Villa Toppo fino
all’incrocio con la strada per quest’ultima località; segue
quindi tale strada verso ovest fino alla quota 582 dove
incrocia quella per S. Agnese e lungo questa verso est
raggiunge il T. Aggia, discende tale corso d’acqua per breve
tratto fino a quota 388 da dove segue la strada che, in
direzione nord attraversa la quota 410 e le località C.
Tetina (quota 474) e Citerna quota 551.
Dopo quest’ultima località piega verso nord-est per la
strada che costeggia Poggio Caione, Col di Fabbri, La
Calbeira, S. Martino e raggiunge Palazzetto alla quota 617
sulla strada per Monte S. Maria Tiberina, percorre
quest’ultima in direzione di Monterchi sino ad incrociare il
T. Scarsola, risale questo corso d’acqua ed a nord di Poggio
di Rimondato, segue verso est il Fosso affluente di sinistra
sino alla sorgente in prossimità della quota 698 dove per
una mulattiera verso nord raggiunge Buccialle (quota 661),
prosegue quindi nella stessa direzione sulla strada per
Lippiano ed a Ranzola prende, in direzione ovest, la
mulattiera che va ad incrociare il torrente Riccianello alla
quota 390 in località il Mulinaccio.
Discende questo corso d’acqua e superata La Consuma prosegue
lungo il confine di provincia prima verso est e poi
nord-ovest fino all’incrocio con la strada per S. Leo (quota
308), prosegue quindi su tale strada in direzione sud-est ed
a Manfrone piega verso sud per quella che, superate Case
Nuove, incrocia il P. Sovara in prossimità della quota 303,
discende questo corso d’acqua e dalla confluenza con il T.
Cerfone, risale quest’ultimo per breve tratto fino ad
incrociare la strada per Città di Castello a quota 300,
segue quindi tale strada in direzione del centro abitato e
superato Lerchi segue il tracciato che passa per C. Fondi e
C. Cecio e riprende quindi la strada verso il centro abitato
di Città di Castello, lo costeggia lungo la circonvallazione
sud ed est per seguire poi in uscita la via Tiberina (strada
statale n. 3-bis) in direzione di S. Giustino, attraversa
tale cento abitato e raggiunge il punto di incrocio tra la
strada statale n. 3-bis ed il confine di provincia da dove
e’ iniziata la delimitazione.
Art 4
Le condizioni ambientali e di coltura dei
vigneti destinati alla produzione dei vini a denominazione
di origine controllata “Colli Altotiberini” debbono essere
quelle tradizionali della zona e comunque atte a conferire
alle uve ed ai vini le specifiche caratteristiche di
qualità.
Sono pertanto da considerarsi esclusi i vigneti ubicati in
terreni di fondovalle e quelli ad una quota superiore a 550
m s.l.m. I vigneti impiantati successivamente alla entrata
in vigore del presente disciplinare dovranno avere una
densità di almeno
2500 ceppi/ettaro
Le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono
essere quelli generalmente usati o comunque atti a non
modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
E’ consentita l’irrigazione di soccorso.
La resa massima di uva ammessa per la produzione dei vini a
denominazione di origine controllata “Colli Altotiberini”
bianco, rosso, rosato, novello” e con riferimento del
vitigno, in coltura principale pura non deve essere
superiore a :
Colli Altotiberini bianco 12,00 tonnellate/ettaro
Colli Altotiberini rosso 12,00 tonnellate/ettaro
Colli Altotiberini rosato 12,00 tonnellate/ettaro
Colli Altotiberini rosso novello 12,00 tonnellate/ettaro
Colli Altotiberini Trebbiano 12,00 tonnellate/ettaro
Colli Altotiberini Grechetto 11,00 tonnellate/ettaro
Colli Altotiberini Cabernet Sauvignon 11,00
tonnellate/ettaro
Colli Altotiberini Merlot 11,00 tonnellate/ettaro
Colli Altotiberini Sangiovese 11,00 tonnellate/ettaro
Colli Altotiberini bianco superiore 9,00 tonnellate/ettaro
Colli Altotiberini rosso riserva 9,00 tonnellate/ettaro
Colli Altotiberini Cabernet Sauvignon riserva 9,00
tonnellate/ettaro
Colli Altotiberini Merlot riserva 9,00 tonnellate/ettaro
Colli Altotiberini Sangiovese riserva 9,00 tonnellate/ettaro
La resa per ettaro in coltura promiscua, fermi restando i
limiti sopra indicati, deve essere calcolata in rapporto
all’effettiva superficie coperta dalla vite.
A tali limiti, anche in annate particolarmente favorevoli,
la resa dovrà essere riportata attraverso un’accurata
cernita delle uve purché la produzione globale del vigneto
non superi del 20% il limite medesimo.
Per tutti i vini a denominazione di origine controllata
«Colli Altotiberini», la resa massima delle uve in vino non
deve essere superiore al 70%. Qualora superi questo limite,
ma non il 75%, l’eccedenza non ha diritto alla denominazione
di origine controllata; oltre il 75% decade il diritto alla
denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
Pertanto per il vino “Colli Altotiberini bianco, rosso,
rosato, novello” e con riferimento al vitigno Trebbiano la
resa massima non dovrà essere superiore a
84,00 ettolitri/ettaro.
Per lo spumante e per i vini con riferimento ai vitigni
Grechetto; Cabernet Sauvignon, Merlot, Sangiovese la resa
massima non dovrà essere superiore a
77,00 ettolitri/ettaro.
Per i vini bianco superiore, rosso riserva e riserva con
riferimento ai vitigni Cabernet Sauvignon, Merlot,
Sangiovese la resa massima dovrà non essere superiore a
63,00 ettolitri/ettaro
Art 5
Le operazioni di vinificazione, compreso
l’arricchimento del grado alcolico, l’invecchiamento
obbligatorio, l’appassimento delle uve devono essere
effettuate nell’ambito dei territori dei comuni di
San Giustino, Citerna, Citta’ di Castello, Corciano, Monte
S. Maria Tiberina, Montone, Umbertide, Gubbio, Assisi,
Marsciano, Perugia
Pietralunga, Lisciano Niccone.
i provincia di Perugia
Le uve destinate alla vinificazione debbono assicurare ai
vini a denominazione di origine controllata “Colli
Altotiberini” un titolo alcolometrico volumico naturale
minimo di:
Colli Altotiberini bianco 10,00% vol.;
Colli Altotiberini spumante 10,00% vol.;
Colli Altotiberini Trebbiano 10,00% vol.;
Colli Altotiberini bianco superiore 11,00% vol.;
Colli Altotiberini rosso 11,00% vol.;
Colli Altotiberini rosso novello 11,00% vol.;
Colli Altotiberini rosato 11,00% vol.;
Colli Altotiberini Grechetto 11,00% vol.;
Colli Altotiberini Cabernet Sauvignon 11,00% vol.;
Colli Altotiberini Merlot 11,00% vol.;
Colli Altotiberini Sangiovese 11,00% vol.;
Colli Altotiberini rosso riserva 12,00% vol.;
Colli Altotiberini Cabernet Sauvignon riserva 12,00% vol.;
Colli Altotiberini Merlot riserva 12,00% vol.;
Colli Altotiberini Sangiovese riserva 12,00% vol.
Per le tipologie riserva “olli Altotiberini rosso, Colli
Altotiberini Cabernet Sauvignon, Colli Altotiberini Merlot e
Colli Altotiberini Sangiovese” i vini debbono subire un
invecchiamento obbligatorio minimo di 24 mesi
a partire dal 1° novembre dell’anno di raccolta delle uve.
La produzione del vino a denominazione di origine
controllata “Colli Altotiberini spumante” deve essere
effettuata con il metodo della fermentazione in autoclave o
in bottiglia, con l’esclusione di qualsiasi aggiunta di
anidride carbonica.
Le operazioni di elaborazione del vino a denominazione di
origine controllata “Colli Altotiberini spumante”possono
essere effettuate anche fuori zona di produzione ma
limitatamente alla provincia di Perugia.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche
enologiche leali e costanti atte a conferire ai vini le loro
peculiari caratteristiche.
E’ consentito l’arricchimento dei mosti e dei vini di cui
all’art. 1, nei limiti stabiliti dalle norme comunitarie e
nazionali, con mosti concentrati ottenuti da uve dei vigneti
iscritti all’albo delle stessa
denominazione d’origine controllata oppure con mosto
concentrato rettificato o a mezzo concentrazione a freddo o
altre tecniche consentite
Art 6
I vini di cui all’art. 1, all’atto della
immissione al consumo devono rispondere alle seguenti
caratteristiche:
“Colli Altotiberini bianco”:
colore: giallo paglierino più o meno intenso;
profumo: caratteristico, gradevole;
sapore: asciutto, gradevole, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol.;
acidità totale minima: 5,00 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,00 g/l;
“Colli Altotiberini bianco superiore”:
colore: giallo paglierino più o meno intenso;
profumo: caratteristico, gradevole;
sapore: asciutto, gradevole, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol.;
acidità totale minima: 5,00g/l;
estratto non riduttore minimo: 16,00 g/l.
“Colli Altotiberini rosso”:
colore: rosso rubino più o meno intenso;
profumo: vinoso delicato con profumo caratteristico;
sapore: asciutto, rotondo, di buon corpo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol.;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
estratto non riduttore minimo: 19,00 g/l.
“Colli Altotiberini rosso riserva”:
colore: rosso rubino più o meno intenso;
profumo: vinoso delicato con profumo caratteristico;
sapore: asciutto, rotondo, di buon corpo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol.;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
estratto non riduttore minimo: 21,00 g/l.
“Colli Altotiberini rosato”:
colore: rosato più o meno intenso;
profumo: vinoso, delicato;
sapore: fresco, asciutto, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00%;
acidità totale minima: 5,00 g/l;
estratto non riduttore minimo: 17,00 g/l.
“Colli Altotiberini Novello”:
colore: rosso cerasuolo, talvolta tendente al viola, vivace;
profumo: fruttato, fresco, caratteristico;
sapore: vivace, fruttato caratteristico, vellutato;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol.;
acidità totale minima: 5,00 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,50 g/l.
“Colli Altotiberini Trebbiano”:
colore: giallo paglierino con riflessi verdognoli;
profumo: delicato, caratteristico;
sapore: fine, asciutto, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 5,00 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,00 g/l.
“Colli Altotiberini Grechetto”:
colore: giallo paglierino più o meno intenso fino al dorato;
profumo: leggermente vinoso, delicato, caratteristico;
sapore: da secco a abboccato, vellutato, retrogusto
lievemente amarognolo, fruttato, caratteristico, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol.;
acidità totale minima: 5,00 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,50 g/l.
“Colli Altotiberini Cabernet Sauvignon”:
colore: rosso rubino più o meno intenso con lievi riflessi
violacei;
profumo: intenso, persistente, caratteristico;
sapore: asciutto, con retrogusto caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol.;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
estratto non riduttore minimo: 19,00 g/l.
“Colli Altotiberini Cabernet Sauvignon riserva”:
colore: rosso rubino più o meno intenso con lievi riflessi
violacei
profumo: intenso, persistente, caratteristico;
sapore: asciutto, con retrogusto caratteristico,
delicatamente erbaceo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13,00% vol.;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
estratto non riduttore minimo: 21,00 g/l.
“Colli Altotiberini Merlot”:
colore: rosso rubino più o meno intenso con riflessi
violacei;
profumo: vinoso, gradevole;
sapore: pieno, morbido, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol.;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
estratto non riduttore minimo: 20,00 g/l.
“Colli Altotiberini Merlot riserva”:
colore: rosso rubino più o meno intenso con riflessi
violacei;
profumo: vinoso, gradevole;
sapore: pieno, morbido, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13,00% vol.;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
estratto non riduttore minimo: 21,00 g/l.
«Colli Altotiberini» Sangiovese:
colore: rosso rubino più o meno intenso;
profumo: vinoso, caratteristico;
sapore: asciutto, armonico, gradevolmente tannico,
piacevolmente amarognolo, fruttato, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol.;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
estratto non riduttore minimo: 19,00 g/l.
“Colli Altotiberini Sangiovese riserva”:
colore: rosso rubino più o meno intenso;
profumo: vinoso, caratteristico;
sapore: asciutto, armonico, gradevolmente tannico se giovane
piacevolmente amarognolo, fruttato, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13,00% vol.;
acidità totale minima: 4,50 g/l,
estratto non riduttore minimo: 21,00 g/l.
“Colli Altotiberini Spumante”:
spuma: fine e persistente;
colore: paglierino più o meno intenso;
profumo: piacevolmente fruttato, intenso;
sapore: secco, armonico, elegante;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 5,50 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,00 g/l.
E’ in facoltà del Ministero per le politiche agricole –
Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle
denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche
tipiche dei vini – modificare i limiti dell’acidità totale e
dell’estratto non riduttore con proprio decreto.
In relazione all’eventuale conservazione in recipienti di
legno, ove consentita, il sapore dei vini può rivelare lieve
sentore o percezione di legno più o meno marcato.
Art 7
Nella etichettatura, designazione e
presentazione dei vini di cui all’art. 1, denominazione di
origine controllata “Colli Altotiberini”, e’ vietata
l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle
previste nel presente disciplinare, ivi compresi gli
aggettivi: «extra», «fine», «scelto», «selezionato» e
similari.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano
riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati non
aventi significato laudativo e non idonei a trarre in
inganno l’acquirente.
E’ consentito altresì l’uso di indicazioni geografiche e
toponomastiche che facciano riferimento a comuni, frazioni,
aree, fattorie, zone e località compresi nella zona
delimitata nel precedente art. 3 e dalle quali
effettivamente provengono le uve da cui il vino così
qualificato e’ stato ottenuto.
Nella etichettatura dei vini recante la menzione «riserva» o
la specificazione «superiore» e, per le tipologie per le
quali e’ previsto obbligatoriamente un periodo di
invecchiamento, l’indicazione dell’annata di produzione
delle uve e’ obbligatoria.
Per la tipologia “Colli Altotiberini bianco superiore”, la
immissione al consumo non può avvenire prima del
31 marzo dell’anno successivo a quello della vendemmia.
Art 8
Per il confezionamento in recipienti di
capacità fino a 5 litri dovranno essere utilizzati
contenitori di vetro della capacità di litri: 0,250; 0,375;
0,500; 0,750; 1,000; 1,500; 3,000; 5,000.
Per la tappatura dei vini e’ obbligatorio il tappo di
sughero o di altro materiale ammesso raso bocca se
confezionati in recipienti della capacità fino a 5 litri.
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