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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
FREISA DI CHIERI
 DOC

Disciplinare di produzione dei vini
a denominazione di origine controllata e garantita del Piemonte
Decreto del presidente della Repubblica del 20 settembre 1973.
Denominazione di origine controllata del vino
"Freisa di Chieri"
Articolo l.
La denominazione di origine controllata "Freisa di Chieri" è riservata al vino rosso che risponde alle condizioni e ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.

Articolo 2.
Il vino "Freisa di Chieri" deve essere ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti composti dal vitigno Freisa.

Articolo 3.
Il vino "Freisa di Chieri" deve essere ottenuto dalle uve del vitigno Freisa prodotto esclusivamente nel territorio dei comuni di: Chieri, Pecetto Torinese, Pino Torinese, Pavarolo, Baldissero Torinese, Montaldo Torinese, Mombello Torinese, Andezeno, Arignano, Moriondo Torinese, Marzentino e Riva presso Chieri.

Articolo 4.
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vino "Freisa di Chieri" devono essere quelle tradizionali della zona e comunque atte a conferire alle uve e al vino derivato le specifiche caratteristiche di qualità.
Sono pertanto da considerarsi idonei i vigneti collinari, in buona esposizione, in terreni preferibilmente di medio impasto calcareo-argilosi, con esclusione di quelli di fondovalle, pianeggianti o tendenzialmente umidi.
I sesti di impianto, le forme di allevamento e i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati o comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
La produzione massima di uva per ettaro in coltura specializzata non dovrà superare gli 80 q.li. A detto limite, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata attraverso un'accurata cernita delle uve purché la produzione non superi dei 20% il limite medesimo. La resa massima delle uve in vino non deve essere superiore al 70%.

Articolo 5.
Le operazioni di vinificazione e di invecchiamento obbligatorio devono essere effettuate nell'interno della zona di produzione delimitata ne[l'articolo 3.
Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione, è consentito che tali operazioni siano effettuate nell'intero territorio delle province di Torino, Asti e Cuneo.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali, leali e costanti, comprese quelle che riguardano la tradizionale rifermentazione, indispensabile a conferire al vino le sue peculiari caratteristiche.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare al vino "Freisa di Chieri" una gradazione alcolica complessiva minima naturale di gradi 10,5.
Sono consentite eventuali correzioni con mosti, anche parzialmente concentrati, ottenuti con uve dei vitigno Freisa prodotte nella zona delimitata nel precedente articolo 3, anche i vigneti non iscritti all'albo previsto dall'articolo 10 del Dpr 12 luglio 1963, n. 930, purché l'aumento di volume corrisponda, come massimo, al 15% calcolato come mosto non concentrato.

Articolo 6.
Il vino "Freisa di Chieri" può essere preparato nel tipo secco o nel tipo amabile; all'atto dell'immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
Freisa secco:
- colore: rosso rubino non troppo intenso;
- odore: fine che ricorda quello del lampone e
della viola;
- sapore: asciutto, acidulo che con l'invecchiamento diventa più delicato;
- gradazione alcolica complessiva minima: 11 gradi;
- acidità totale minima: 5 per mille;
- estratto secco netto minimo: 20 per mille
Freisa amabile:
- colore: rosso rubino non troppo intenso;
- odore: delicato che ricorda lontanamente il lampone;
- sapore: amabile, aromatico;
- gradazione alcolica complessiva minima: 7 gradi di alcol svolto; complessivo 11;
- acidità totale minima: 5 per mille;
- estratto secco netto minimo: 20 per mille.
E’ facoltà del ministro dell'Agricoltura e delle Foreste di modificare, con proprio decreto, i limiti sopra indicati per l'acidità totale e l’estratto secco netto.

Articolo 7.
Il vino "Freisa di Chieri" ottenuto da uve che abbiano una gradazione alcolica complessiva minima naturale di 11,5, qualora venga invecchiato fino al 1° novembre dell’anno successivo a quello della vendemmia, può portare in etichetta la specificazione aggiuntiva "superiore".

Articolo 8.
La denominazione di origine controllata "Freisa di Chieri" può essere utilizzata per designare i vini "spumante" e "frizzante" ottenuti mediante rifermentazione degli zuccheri naturali residuati nel vino amabile o dolce, conservato secondo le pratiche enologiche di filtrazione ripetuta e/o refrigerazione.
La preparazione dei vini di cui al precedente comma deve avvenire entro il territorio indicato per le operazioni di vinificazione all’articolo 5 del precedente disciplinare.

Articolo 9.
Alla denominazione di cui all'articolo 1 è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione aggiuntiva
diversa da quella prevista nel presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi "extra", "fine", "scelto", "selezionato" e similari.
Sulle bottiglie o altri recipienti contenenti il vino "Freisa di Chieri" può figurare l'indicazione dell'annata di produzione purché veritiera e documentabile.

E’ tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l'acquirente.

E’ consentito altresì l'uso di indicazioni geografiche e toponomastiche che facciano riferimento a comuni, frazioni, aree, fattorie e località comprese nella zona delimitata nel precedente articolo 3 e dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto.

Articolo 10.
Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce per il consumo con la denominazione di origine controllata "Freisa di Chieri" vini che non rispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione, è punito a norma dell'articolo 28 dei Dpr 12 luglio 1963, n. 930.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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