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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
MONTEFALCO

DOC

Disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata dei vini “Montefalco” - (Gazzetta Ufficiale n° 189 del 13 agosto 1993)

 

Articolo 1 (Riconoscimento denominazione)
La denominazione di origine controllata “Montefalco” è riservata ai vini bianco e rosso che rispondono alla condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione. 

Articolo 2 (Vitigni ammessi)
La denominazione di origine controllata “Montefalco”, obbligatoriamente seguita dalla specificazione bianco o rosso, è riservata ai vini provenienti dalle uve dei vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composi-zione ampelografica:

“Montefalco” bianco:
Grechetto: non inferiore al 50%;
Terebbiasno toscano: dal 20 al 35%;
altri vitigni a bacca bianca non aromatici, rac-comandati od autorizzati per la provincia di Perugia, presi da soli o congiuntamente, per la restante parte.

“Montefalco” rosso:
Sangiovese: dal 60 al 70%;
Sagrantino: dal 10 al 15%;
alti vitigni a bacca rossa non aromatici, racco-mandati od autorizzati per la provincia di Perugia, presi da soli o congiuntamente per la restante parte. 

Articolo 3 (Zona raccolta uve)
Le uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata “Montefalco” devono essere prodotte nella zona di produzione, appresso indicata, che comprende l’intero territorio amministrativo del comune di Montefalco e parte del territorio dei comuni di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria, tutti in provincia di Perugia.
Tale zona è così delimitata:omissis 

Articolo 4 (Condizioni ambientali e rese)
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui all’art.2 debbono essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve ed ai vini derivati le specifiche caratteristiche.
Sono pertanto da considerarsi idonei tutti i vigneti di giacitura ed esposizioni edeguate con esclusione di quelli impiantati nel fondovalle.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura, devono essere quelli generalmente usati o, comunque, atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
E’ esclusa ogni pratica di forzatura.
La resa massima di uva ammessa per la produzione del vino a denominazione di origine controllata “Montefalco” bianco non deve essere superiore a q.li 130 per ettaro di vigneto in coltura specializzata.
La resa massima di uva ammessa per la produzione del vino a denominazione di origine controllata “Montefalco” rosso non deve essere superiore a q.li 110 per ettaro di vigneto in coltura specializzata.
Fermi restando i limiti massimi sopra indicati la resa per ettaro in coltura promiscua deve essere calcolata in rapporto alla effettiva superficie vitata.
La Regione Umbria, con proprio decreto, sentite le organizzazioni di categoria interessate di anno in anno, prima della vendemmia, tenuto conto delle condizioni ambientali di coltivazione può stabilire limiti massimi di produzione di uva per ettaro inferiore a quelli fissati dal presente disciplinare, dandone immediata comunica-zione al Ministero dell’agricoltura e delle foreste ed al comitato nazionale per la tutela delle denominazioni di origini dei vini.
La resa massima delle uve in vino non deve essere superiore al 72% per il “Montefalco” bianco ed al 70% per il “Montefalco” rosso.
Qualora la resa uva-vino superi il limite sopra riportato la eccedenza non avrà diritto alla denominazione di origine controllata.
Le uve destinate alla vinificazionedevono assicurare al vino “Montefalco” bianco un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 10,5%, al “Montefalco” rosso dell’11,50%, e al “Montefalco” rosso “riserva” del 12%.
Ai fini della vinificazione della tipologia rosso "“iserva"”le relative uve devono essere oggetto di specifica denuncia annuale e su irelativi registri di cantina deve essere indicata la destinazione delle uve medesime. 

Articolo 5 (Vinificazione)
Le operazioni di vinificazione e di invecchiamento obbligatorio devono essere effettuate nell’ambito dell’intero territorio dei comuni compresi, anche se solo parzialmente, nella zona di produzione di cui all’art.3.
E’ inoltre facoltà del Ninistero dell’agricoltura e delle foreste, tenuto conto delle situazioni tradizionali, consentire che tali operazioni siano effettuate anche nell’ambito territoriale dei comuni di Foligno, Spoleto e, per il solo invecchiamento, nell’ambito del Comune di Marsciano in provincia di Perugia, a condizione che si tratti di casi preesistenti di aziende, singole o associate, che già vinificano o invecchiano al momento dell’entrata in vigore del presente disciplinare di produzione.
Nella vinificazione sono ammesse solo le pratiche enologiche, leali e costanti, atte a conferire ai vini di cui sopra le loro specifiche caratteristiche.
Il vino a denominazione di origine controllata “Montefalco” rosso non può essere immesso al consumo se non dopo aver subito un periodo di invecchiamento obbligatorio di almento 18 mesi a decorrere dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve.
Il vino a denominazione di origine controllata “Montefalco” rosso “riserva” deve essere sottoposto ad un periodi di invecchiamento obbligatorio monimo di almeno 30 mesi, di cui dodici in botti di legno, con decorrenza dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve. 

Articolo 6 (Caratteristiche vini al consumo)
I vini a denominazione di origne “Montefalco” rosso all’atto dell’immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:

“Montefalco” bianco:
colore: giallo peglierino;
odore: leggermente vinoso, fruttato;
sapore: secco, leggermente fruttato, caratte-ristico;
titolo alcolometrico volumico naturale mini-mo: 11%
acidità totale minima: 5,5 per mille;
estratto secco netto minimo: 17 per mille.

“Montefalco” rosso:
colore: rosso rubino;
odore: vinoso caratteristico, delicato;
sapore: armonico, asciutto di giusto corpo;
titolo alcolometrico volumico naturale mini-mo: 12%
acidità totale minima: 5 per mille;
estratto secco netto minimo: 23 per mille.

E’ facoltà del Ministero dell’agricoltura e delle foreste modificare con proprio decreto i limiti sopra indicati per l’acidità totale e l’estratto secco.
Il vino a denominazione di origine coltrollata “Montefalco” rosso “riserva”, proveniente da uve aventi un titolo alcolometrico volumico neturale minimo di 12%, sottoposto alle condizioni di invecchiamento di cui all’art.5, all’atto dell’immissione al consumo deve possedere un titolo alcolometrico volumico totale minimo del 12,50%.  

Articolo 7 (Etichettatura)
Nella designazione del vino “Montefalco” la specificazione aggiuntiva “riserva” deve figurare in etichetta al di sotto della dicitura “denominazione di origine controllata” e pertanto non può essere intercalata tra quest’ultima dicitura e la denominazione “Montefalco”; in ogni caso la specificazione “riserva” deve figurare in caratteri di dimensioni non superiori a quelli utilizzati per la denominazione “Montefalco”, della stessa evidenza e riportati sulla medesima base colorimetrica.
Nella designazione e presentazione dei vini a denominazione di origine controllata “Montefalco” è vietato l’uso di qualificazioni agiuntive diverse da quelle previste dal presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, selezionato e similari.
E’ consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragoìioni sociali e marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente.
Le indicazioni tendenti a qualificare l’attività agricola dell’imbottigliatore quali “viticoltore”, “fattoria”, “tenuta”, “podere”, “cascina” ed altri termini similari sono consentite in osservanza alle disposizioni Cee e nazionali in materia.
E’ consentito altresì l’uso di indicazioni geografiche e toponomastiche che facciano riferimento a unità amministrative, frazioni, aree, fattorie, zone, località dalle quali effettivamente provengano le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto, alle condizioni previste dal decreto ministeriale 22 aprile 1992.
Nella designazione e presentazione dei vini a denominazione di origine controllata “Montefalco” deve figurare l’annata di produzione delle uve. 

Articolo 8 (Bottiglie)
I vini a denominazione di origine controllata “Montefalco” bianco, “Montefalco” rosso e “Montefalco” rosso “riserva” per l’immissio-ne al consumo devono essere confezionati in bottiglie di vetro aventi un volume non superiore a 5 litri, chiuse con tappo di sughero e, per quanto riguarda l’abbigliamento e la tipologia, confacenti ai tradizionali caratteri di un vino di pregio.

Articolo 9  (Penalità)
Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce per il consumo con le denominazioni di origine controllata “Montefalco” , vini che non rispondano alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare è punito a norma degli articoli 28, 29, 30 e 31 della legge 10 febbraio 1992, n° 164. 

 
 
 
 
 
 
 
 

 
 

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