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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
Recioto di Soave
D.O.C.G.

RECIOTO DI SOAVE
D.O.C.G.
D.D. 19/SETTEMBRE/2001


Art 1
La denominazione di origine controllata e garantita “Recioto di Soave” è riservata ai vini:
Recioto di Soave
Recioto di Soave Classico
Recioto di Soave spumante
già riconosciuti a denominazione di origine controllata con D.P.R. del 21/08/1968, che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare.
Art 2
 I vini a denominazione di origine controllata e garantita “Recioto di Soave” devono essere ottenuti dalle uve provenienti dal vitigno:
Garganega minimo 70%
Possono concorrere alla produzione di detti vini, da sole o congiuntamente, anche le uve dei vitigni:
Chardonnay, Pinot bianco e Trebbiano di Soave (nostrano) fino ad un massimo del 30%;
In tale ambito del 30% e fino ad un massimo del 5% possono altresì concorrere le uve provenienti dai vitigni a bacca bianca, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Verona.
Art 3
 La zona di produzione dei vini a DOCG “Recioto di Soave” comprende il territorio collinare di parte dei comuni di:
Soave Monteforte d’Alpone San Martino Buon Albergo
Mezzane di Sotto Roncà Montecchia di Crosara
San Giovanni Ilarione Cazzano di Tramigna Cologna ai Colli
Illasi Lavagno Caldiero
in provincia di Verona.
Tale zona è così delimitata:
partendo dalla zona ovest (San Martino Buon Albergo) e precisamente da Marcellise in località San Rocco, da qui scende nel Bosco della Fratta fino a Fenilon, da qui sempre costeggiando la strada che divide la pianura dalla collina si arriva alla Palù e da qui fino a Casette in direzione San Giacomo. Qui costeggiando il colle che sovrasta la medesima località si ritorna sulla provinciale in direzione Ponticelli in comune di Lavagno.
Si prosegue per località Fontana arrivando a San Pietro (Lavagno) sempre costeggiando la strada che fa da confine tra pianura e collina si prosegue per Villa Alberti toccando Boschetto, Turano, Casoni fino ad incrociare a quota 104 la strada per Lione, Squarzego, Montecurto di Sopra, Canova e Casotti.
Da qui si prosegue verso est fino alla località Calle in comune di Illasi quindi a sud per la strada provinciale fino alla chiesa di San Zeno poi verso est fino alla località Cerini, da qui si prosegue in località Villa e si segue la strada che delimita il monte dalla pianura a fianco di località Naronchi e poi a sud per località San Pietro, sempre costeggiando la strada si arriva a nord in località Pontesello e Caneva fino ad Orgnano.
Da Orgnano si procede verso nord – est seguendo l’unghia di monte, si arriva a San Vittore. Da qui la strada punta a nord per località Molini fino ad arrivare in comune di Cazzano di Tramigna in località Cantina Sociale.
Attraverso la provinciale si prende la strada a sud per località Canova, fino ad arrivare in comune di Soave località Costeggiala, risale per la strada del cimitero di questa borgata,
raggiunge un’altra strada secondaria e scende alle case Batocchi raggiungendo ancora la strada provinciale.
Da qui cammina verso est, seguendo la carreggiabile comunale che passa per la Carcera fino ad attraversare, oltrepassandola di poco la quota 54, la provinciale Soave – Castelcerino.
Indi scende verso sud per la carreggiabile comunale ai piedi del monte Foscarino e del monte Cèrcene e sino all’incrocio della provinciale Soave – Castecerino.
Deviando obliquamente a sud – ovest e comprendendo l’abitato della borgata Bassano, raggiunge il torrente Tramigna incanalato, lo segue verso sud fino alla provinciale di Soave – Borgo San Matteo, piega verso est lungo le mura meridionali di Soave e arriva alla porta di Verona punto di partenza della zona classica.
La zona “Classica” è delimitata da una linea che, partendo dalla porta Verona della cittadina di Soave, segue la strada Soave – Monteforte, fino alla borgata di San Lorenzo, frazione di Soave. Da qui, si spinge verso nord, seguendo le pendici del monte Tondo, fino ad incontrare il confine tra i territori dei comuni di Soave e di Monteforte, e poi cammina lungo le pendici del monte Zoppega, comprende l’abitato di Monteforte d’Alpone, attraversa il torrente Alpone per comprendere la zona di Monticello, riattraversa il torrente Alpone, segue le pendici del colle Sant’Antonio, quelle del monte Frosca e del monte Riondo, spingendosi prima a nord e poi ad est per escludere la parte alluvionale di piano del torrente Ponsara indi seguendo sempre il bordo del sistema collinare si spinge verso est attraversando la strada Monteforte – Brognoligo e per Casarsa, seguendo le pendici del monte Core, giunge a comprendere la borgata di Casotti, dove poco dopo, incontra di nuovo la strada Monteforte – Brognoligo.
Segue allora questa strada spingendosi verso nord fino al punto d’incontro col torrente Carbonare, e piega decisamente ad ovest correndo sulle pendici del monte Grande fino ad incontrare il confine del territorio di Soave. Ridiscende poi, camminando verso est, sulla sinistra della valle del Carbonare, comprende l’abitato di Brognoligo, le borgate Valle, Mezzavilla e Bramaludame, nonché l’abitato di Costalunga.
A questo punto, risale verso nord, seguendo la strada comunale di Sorte sino ad incontrare il punto di confluenza della roggia Viennega col torrente Alpone, segue il confine nord del territorio di Monteforte, passando per la Colombaretta e, staccandosi da detto confine un po’ prima della Colomabara per seguire le pendici del sistema collinare del monte Castellano.
La delimitazione riprende proseguendo a nord per località i Motti in comune di Montecchia di Crosara proseguendo per località Biondari fino alla località Lauri, da qui la strada prosegue attraverso la provinciale alla cava di basalti quindi verso sud in direzione Danesi di sotto, Casarotti Dal Cero, quindi prosegue in comune di Roncà ad est passando per località Prandi giungendo fino al centro abitato di Roncà, da qui si prende in direzione Vittori e a sud località Momello, Binello fino ad arrivare in località Calderina al limite con il comune di Gambellara.
La delimitazione segue il confine provinciale tra Verona e Vicenza dei comuni di Roncà e di San Giovanni Ilarione fino alla strada che attraversa il confine provinciale, a sud del Monte Madarosa; si inserisce quindi su tale strada in direzione di San Giovanni Ilarione, toccando le località Deruti , Lovati, Paludi e Rossetti sino al centro abitato suddetto; da qui segue poi la strada per località Cereghi, Fornace, Tessari a quota 250, corre lungo il vaio Muni fino alla località Soejo per proseguire sino al punto in cui coincidono i confini comunali di Tregnago, di San Giovanni Ilarione e di Cazzano.
Da tale punto la delimitazione segue il confine del comune di Cazzano fino a Soraighe; segue la strada che da Soraighe correndo sotto le pendici del Monte Bastia, prima verso nord e quindi verso est passa sotto Ca’ Andreani.
Da qui seguendo la strada per Montecchia di Crosara raggiunge per risalirlo il rio Albo.
Raggiunta la strada proveniente da Tolotti, devia verso sud per la quota 300 che passa sotto Ca’ Brustoloni raggiunge la strada che per la quota 326 porta a Dami; da tale località si incontrano i confini tra Soave, Cazzano e Montecchia a quota 418, da qui si prosegue lungo il confine tra Cazzano e Montecchia verso nord fino ad incrociare, dopo 100 metri, un sentiero lungo il quale si prosegue verso ovest sino a Ca’ Fontana Fora.
Si segue quindi il sentiero verso sud sino a raggiungere Pissolo di Sopra, e poi la strada per Faella piegando verso est all’altezza di Pissolo di Sotto sino a raggiungerlo.
Da Pissolo di sotto si segue verso sud la strada per Canova fino alla quota 92, da tale quota si segue una linea retta in direzione sud – est raggiungendo quota 72 sulla strada per Cazzano e quindi lungo la medesima si giunge a Cazzano.
Sulla strada, al centro di Cazzano (quota 100), si piega verso ovest sino al torrente Tramigna e lungo questi si discende verso sud sino al ponte della strada per Illasi, si percorre questa verso ovest sino al bivio di San Colombano e quindi si segue la strada sino alla cappelletta (quota 135).
Da quota 135 si prosegue per la strada che verso sud raggiunge Cereolo (quota 72) da dove risale verso nord – est per la strada che incrocia quella per San Vittore, segue quest’ultima verso sud sino a superare di circa 100 metri la quota 51 e da qui segue la strada che in direzione sud – ovest raggiunge Bocca Scalucce e segue il sentiero verso nord prima e poi la strada che superata Pistoza va a raggiungere quella per Illasi, la segue verso ovest per breve tratto (100 metri circa) e quindi prosegue per il sentiero che costeggia a nord Ca’ Troni, prosegue poi, sempre in direzione ovest, per la strada che si congiunge con quella per Illasi, percorre quest’ultima verso sud per circa 250 metri e poi, verso ovest, quella che passa a sud della località Marmontea fino a raggiungere in prossimità del km 16,000 la strada per Illasi, procede lungo questa verso sud – ovest costeggiando infine per breve tratto il torrente Illasi, lo attraversa e prosegue lungo la strada per i Guerri da dove segue, in direzione ovest, una retta immaginaria che congiunge Montecurto di Sopra con i Guerri, seguendo tale linea incrocia il confine comunale di Illasi, all’altezza di Montecurto di Sopra, segue quindi questo confine verso nord fino a raggiungere in prossimità della quota 92 la strada per Lione, la segue verso nord passando per Lione, supera Ca’ Spiazzi e all’altezza di Leon San Marco prende la strada che in direzione nord – est raggiunge Ca’ Santi a quota 135.
Da qui segue la strada per Fratta, che procede circa per circa 300 metri verso ovest e poi verso nord, attraversa Fratta e procede verso ovest fino a Mezzane di Sotto, segue poi la strada che in direzione sud costeggia Casotti, Turano, Val di Mezzo, supera Boschetto e raggiunge la quota 73 all’altezza di Villa Alberti, segue poi la strada che in direzione sud – ovest raggiunge Barco di Sopra e prosegue quindi in direzione ovest prima e poi nord . ovest fino ad incrociare la strada per San Briccio, la segue verso nord – est raggiunge la strada lungo la quale prosegue fino a San Rocco.
Fanno parte di detta zona anche i rilievi collinari del monte Rocca e del monte Gazzoin comune di Caldiero e del monte Bisson in comune di Soave così delimitati:
delimitazione Monte Gazzo e Monte Rocca in comune di Caldiero:
partendo dalla strada statale n. 11 all’altezza delle terme di Giunone so percorre la strada che porta alle terme fiancheggiando le pendici del monte Gazzo fino alla quota 53, da qui si svolta a sinistra seguendo l’unghia di collina che delimita il monte Rocca fino ad incontrare la strada comunale.
Si prende a sinistra verso il centro di Caldiero fino alla piazza.
Si prosegue quindi ancora a destra fino ad imboccare a sinistra la strada comunale Zecconelli lasciandola quasi subito per proseguire verso nord seguendo la quota fino a giungere alla ferrovia.
Da qui si costeggia la ferrovia proseguendo verso est fino all’inizio della delimitazione.
Delimitazione Monte Bisson in comune di Soave:
partendo all’altezza del capitello in località Fornello e proseguendo in senso orario verso nord si continua sulla strada comunale del Bisson, fino all’incrocio della strada che porta all’abitato di San Vittore.
Si continua mantenendo sempre la destra seguendo l’unghia del monte in direzione sud, a quota 42 fino alla cascina Bisson, da qui sempre in quota 42 si prosegue in direzione ovest verso la strada comunale che ci riconduce in località Fornello in comune di Colognola ai Colli.
La zona di produzione delle uve atte a produrre il vino a DOCG “Recioto di Soave” designato con la menzione “Classico”, di cui all’art 5, è quella riconosciuta con decreto del 23/Ottobre/1931 comprendente parte dei territori amministrativi dei comuni di:
Soave Monteforte d’Alpone
in provincia di Verona;
ed è così delimitata:
da una linea che, partendo dalla porta Verona della cittadina di Soave, segue la strada Soave – Monteforte, fino alla borgata di San Lorenzo, frazione di Soave. Da qui, si spinge verso nord, seguendo le pendici del monte Tondo, fino ad incontrare il confine tra i territori dei comuni di Soave e di Monteforte, e poi prosegue lungo le pendici del monte Zoppega, comprende l’abitato di Monteforte d’Alpone, attraversa il torrente Alpone, per comprendere la zona di Monticello, riattraversa il torrente Alpone, segue le pendici del colle San Antomio, quelle del monte Frosca e del monte Riondo, spingendosi prima a nord e poi ad est per escludere la parte alluvionale di piano del torrente Ponsara. Indi, seguendo sempre il bordo del sistema collinare, si spinge verso est attraversando la strada Monteforte – Brognoligo e per Casarsa, seguendo le pendici del monte Corè, giunge a comprendere la borgata di Casotti, dove, poco dopo, incontra di nuovo la strada Monteforte – Brognoligo. Segue allora questa strada spingendosi verso nord fino al punto di incontro col torrente Carbonare, e piega decisamente ad ovest correndo sulle pendici del monte Grande fino ad incontrare il confine del territorio di Soave. Ridiscende poi, camminando verso est, sulla sinistra della Valle del Carbonare, comprende l’abitato di Brognoligo, le borgate Valle, Mezzavilla e Bramaludame, nonché l’abitato di Costalunga.
A questo punto risale verso nord, seguendo la strada comunale di Sorte sino ad incontrare il punto di confluenza della Roggia Viennega col torrente Alpone; segue il confine nord del territorio di Monteforte, passando per la Colombaretta e, staccandosi dal detto confine un po’ prima della Colombara per seguire le pendici del sistema collinare del monte Castellaro, lo raggiunge nuovamente 300 metri dopo e lo segue sino ad incontrare il confine comunale di Soave presso Moscatello, continua lungo il confine del territorio di Soave, supera Meggiano, e giunge sino alla Valle Crivellara nel punto in cui il confine di Soave fa angolo.
Da qui, la linea di demarcazione si stacca dal confine, prosegue verso ovest raggiunge la quota 331 presso Villa Alberti.
Indi segue per un tratto la carrareccia discendente dal Monte Campano, tocca quota 250 e, poco dopo, presso la casa Nui, raggiunge il ramo secondario della Valle Anguane, che segue poi fino alla provinciale Soave – Cazzano.
Corre lungo questa strada fino a comprendere le ultime case di Costeggiala, risale per la strada del cimitero di questa borgata, raggiunge un’altra strada secondaria e scende alle case Batocchi raggiungendo ancora la strada provinciale.
Da qui cammina verso est, seguendo la carreggiabile comunale che passa per la Carcera fino ad attraversare normalmente, oltrepassando di poco quota 54, la provinciale Soave – Castecerino.
Indi scende verso sud per la carreggiabile comunale a pié del monte Foscarino e del monte Cèrcene e sino all’incrocio della provinciale Soave – Castelcerino.
Deviando obliquamente a sud – ovest e comprendendo l’abitato della borgata Bassano, raggiunge il torrente Tramigna incanalato, lo segue verso sud fino alla provinciale Soave – Borgo San Matteo, piega verso est lungo le mura meridionali di Soave e arriva alla porta Verona, punto di partenza della zona “Classica”.
Hanno diritto inoltre di utilizzare la DOCG “Recioto di Soave” anche i vigneti le cui uve, nel quinquennio immediatamente anteriore alla data di entrata in vigore del presente disciplinare di produzione, sono state prodotte nel restante territorio della DOC “Soave” per l’ottenimento di tale vino, per una quantità annuale non superiore a quella massima verificatasi nel quinquennio di riferimento.
Art 4
 Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a DOCG “Recioto di Soave” devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque atte a conferire alle uve e al vino derivato le specifiche caratteristiche di qualità.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati, o comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e del vino.
Le viti devono essere allevate esclusivamente a spalliera semplice o doppia, o a pergoletta mono o bilaterale inclinata aperta con l’esclusione delle pergole con tetti orizzontali e continui.
Per i vigneti piantati prima dell’approvazione del presente disciplinare di produzione ed allevati a pergola veronese è fatto obbligo la tradizionale potatura a secco ed in verde che assicuri l’apertura della vegetazione nell’interfila e una carica massima di
60.000 gemme/ettaro
E’ fatto obbligo per tutti i vigneti piantati dopo l’approvazione del presente disciplinare di produzione una densità di ceppi, in vigneti a coltura specializzata, non inferiore a:
3.300 ceppi/ettaro
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
E’ consentita l’irrigazione di soccorso, prima dell’invaiatura, per non più di due volte all’anno.
Rispetto alla resa massima di uva ammessa alla produzione per i vini di cui alla DOC “Soave” il quantitativo massimo di uva da mettere a riposo per la produzione dei vini a DOCG. “Recioto di Soave”, dopo aver operata la tradizionale cernita delle uve, è di:
9,00 tonnellate per ettaro di vigneto in coltura specializzata
Tale quantitativo deve essere costituito da uve della varietà Garganega ed eventualmente della varietà Trebbiano di Soave fino ad un massimo del 20% del peso fresco delle uve poste a riposo.
Le rimanenti uve ottenute dai vigneti iscritti all’albo dei vini a DOC “Soave”, fino alla resa massima ad ettaro prevista dal relativo disciplinare di produzione, hanno diritto ad essere classificate con la medesima denominazione di origine controllata.
Le uve destinate a produrre il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Recioto di Soave” devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo, dopo l’appassimento di: 16,00% vol.
Art 5
 Le operazioni di conservazione delle uve destinate alla produzione dei vini a DOCG “Recioto di Soave”, nonché di vinificazione delle stesse, devono aver luogo unicamente nell’ambito dell’intero territorio amministrativo dei comuni rientranti, in tutto o in parte, nella zona delimitata dall’art 3 del disciplinare di produzione del vino a DOC “Soave”.
L’appassimento delle uve può essere condotto anche con l’ausilio di impianti di condizionamento ambientale purché operanti a temperature analoghe a quelle riscontrabili nel corso dei processi tradizionali di appassimento.
La resa massima in vino finito delle uve, selezionate e masse a riposo, per la DOCG “Recioto di Soave” non deve essere superiore al 40%;
la resa massima, in prodotto finito, del vino a DOCG “Recioto di Soave spumante” non deve essere superiore al 42%.
Art 6
I vini di cui alla presente denominazione di origine controllata e garantita, all’atto dell’immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
“Recioto di Soave”
“Recioto di Soave classico”:
colore: giallo dorato più o meno intenso;
profumo: intenso e fruttato, anche con sfumature di vaniglia;
sapore: dolce, vellutato, rotondo, con sfumature di vaniglia, armonico, anche vivace come da tradizione;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 16,00% vol.;
alcol svolto minimo: 12,00% vol.;
zuccheri riduttori residui minimo: 70,00 g/l;
acidità totale minima: 5,00 g/l;
estratto secco netto minimo: 28,00 g/l;
“Recioto di Soave spumante”:
spuma: fine e persistente;
colore: giallo dorato più o meno intenso;
profumo: gradevole, intenso e fruttato;
sapore: dolce, vellutato, armonico, di corpo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 16,00% vol.;
alcol svolto minimo: 11,50% vol.;
zuccheri riduttori residui minimo: 70,00 g/l;
acidità totale minima: 5,00 g/l;
estratto secco netto minimo: 26,00 g/l;
E’ in facoltà del Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, modificare, con proprio decreto, per i vini di cui al presente disciplinare, i limiti minimi sopra indicati per l’acidità totale e l’estratto secco netto.
Art 7
 La denominazione di origine controllata e garantita “Recioto di Soave” può essere utilizzata per designare il vino spumante ottenuto con mosti e/o vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare e a condizione che la spumantizzazione avvenga a mezzo fermentazione naturale, in ottemperanza alle vigenti norme sulla preparazione degli spumanti. La preparazione del vino a DOCG deve avvenire in stabilimenti siti nell’ambito territoriale della zona di produzione della DOC “Soave”.
La menzione “Classico” è riservata al vino a DOCG “Recioto di Soave”, ad esclusione della versione spumante, ottenuto da uve provenienti dalla zona corrispondente delimitata dall’art 3 che è compresa nel territorio del vino a DOC “Soave Classico” riconosciuto con D.P.R. 21/08/1968.
Art 8
 Alla denominazione di origine controllata e garantita “Recioto di Soave” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi extra, fine, scelto, selezionato e similari.
In ottemperanza all’art 23 della legge 10/02/1992, n. 164, l’uso della denominazione di origine controllata e garantita “Recioto di Soave” non è consentito, all’atto dell’immissione al consumo, per i vini contenuti in recipienti di volume nominale superiore ai 5 litri.
Inoltre, a richiesta delle ditte interessate o del consorzio di tutela o del consiglio interprofessionale di cui agli art. 16 e 20 della legge n. 164 del 10/02/1992, può essere consentito, a scopo promozionale, con specifica autorizzazione del Ministero per le politiche agricole e forestali, l’utilizzo di contenitori tradizionali di capacità di litri: 6, 9, 12 e 18.
Le bottiglie o altri recipienti, contenenti il vino a DOCG “Recioto di Soave”, in vista della vendita,devono essere, anche per quanto l’abbigliamento, consoni ai tradizionali caratteri di un vino di pregio.
E’ vietato confezionare i recipienti con tappi a corona o con capsule a strappo e analoghe.
Per il confezionamento del vino a DOCG “Recioto di Soave”, nella versione spumante, deve essere utilizzato esclusivamente il tappo in sughero.
Per il confezionamento del vino a DOCG “Recioto di Soave e Recioto di Soave Classico” deve essere utilizzato esclusivamente il tappo di sughero raso bocca.
Per il vino a DOCG “Recioto di Soave”, anche nella versione “spumante”, deve essere obbligatoriamente indicata l’annata di produzione delle uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto; esso non può essere immesso al consumo prima del:
1° settembre dell’anno successivo alla vendemmia.
E’ consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi o ragioni sociali o marchi privati, purché non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno il consumatore, nonché l’impiego di indicazioni che facciano riferimento a comuni, frazioni, aree, fattorie, zone e località, nell’osservanza della vigente normativa, comprese nella zona delimitata nel precedente art. 3 e dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto.
Nella designazione dei vini a DOCG “Recioto di Soave” può essere utilizzata la menzione “vigna” a condizione che sia seguita dal corrispettivo toponimo, che la relativa superficie sia distintamente specificata nell’albo dei vigneti, che la vinificazione, elaborazione e conservazione del vino avvengano in recipienti separati e che tale menzione, seguita dal relativo toponimo, venga riportata sia nella denuncia delle uve, sia nei registri di cantina, sia nei documenti di accompagnamento.
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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