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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
VALTELLINA SUPERIORE
 DOCG

VALTELLINA SUPERIORE
D.O.C.G.
D.D. 11/NOVEMBRE/2002


Art 1
La denominazione di origine controllata e garantita “Valtellina superiore”, anche con l’indicazione delle sottozone:
Maroggia
Sassella
Grumello
Inferno
Vagella
e con la qualificazione Riserva, è riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai
requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.
Art 2
 I vini a denominazione di origine controllata e garantita “Valtellina superiore” devono essere ottenuti da uve del vitigno
Nebbiolo, localmente denominato Chiavennasca minimo 90%
possono concorrere altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Sondrio fino ad un massimo del 10% del totale.
Art 3
Il territorio di produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita “Valtellina superiore”, fa riferimento alle aree tradizionali delimitate rispettivamente come appresso:
a) dall’imbocco della strada di via Mulini Villapinta in comune di Buglio il confine volge a est seguendo il sentiero detto “di Pala” fino ad incrociare la strada provinciale Valeriana in contrada Credel. Segue sempre verso est la strada Valeriana medesima fino alla contrada Ronco. Da qui risale verso nord attraversando la contrada Ronco fino ad incontrare la strada che da quest’ultima contrada porta a Buglio in Monte. Segue verso ovest la strada medesima fino alla cappelletta detta Crusetta, scende per il sentiero e al limite con il bosco raggiunge la contrada Bugo per poi ricollegarsi alla strada dei Mulini a giungere al punto di partenza.
b) Partendo poi dall’abitato di Pedemonte di Berbenno il confine scende lungo la strada detta Camp Fop fino alla strada provinciale Valeriana. Prosegue in direzione est lungo questa, sino alla contrada Muc; di qui per la nuova strada comunale per Berbenno fino al suddetto abitato e passando superiormente al paese per la località Sina raggiunge Polaggia mantenendo poi la provinciale per Postalesio fino alla località La Guardia. Volge poi all’indietro lungo la strada “della Guardia” per immettersi sulla mulattiera “Ca’ Urga” fino ad incontrarsi con la mulattiera detta Puncia, da qui segue, volgendo ad ovest, il limite del bosco e vigna fino ad incontrare la strada comunale Dusone S. Gregorio. Scende lungo quest’ultima fino alla frazione Dusone. Dalla stessa frazione procede verso sud lungo la strada fin alla contrada Sina. Incrociando la mulattiera dei Monzardin, prosegue lungo la medesima dirigendosi verso il torrente Finale e quindi verso ovest lungo la medesima dirigendosi verso il torrente Finale e quindi verso ovest lungo la strada “di Pancetta” sino al termine del bosco. Proseguendo al limite tra i boschi e vigneti intercetta la strada comunale Regoledo – Monastero per il tratto fino alla curva altimetrica di 550 metri s.l.m., che segue fino alla controda Piasci.
Da qui percorre la strada comunale per Maroggia, ne attraversa l’abitato e scende lungo il crinale che ne delimita la costiera vitata. Al termine del pendio si ricongiunge al punto di partenza in frazione Pedemonte.
C) Dalla località La Valle in comune di Castione Andevenno passando per casa Gianoli raggiunge la chiesa di Balzano. Risale lungo la strada per Castione fino ad incontrare il torrente Bocco per poi seguire la mulattiera detta “Risc delle Case Nuove”. Segue detta mulattiera fino alla provinciale per poi scendere in linea retta verso la strada Valeriana in località detta Crott e successivamente sempre verso est al piede della falda vitata che segue fin sotto il santuario della Madonna della Sassella, dove il confine volge verso est seguendo la strada nazionale fino alla località Castellina. Da qui prende la strada Valeriana, sempre in direzione est, fino ad incontrare la via Bernina in comune di Sondrio. Dal predetto incrocio risale lungo la strada provinciale per la Valmalenco; raggiunto il dosso di S. Bartolomeo prende la strada Sondrio – Triangia e la percorre sino alla chiesa di S.Anna; risalendo poi lungo la mulattiera del “doss dei Ciatt” giunge alla contrada Moroni dalla quale prosegue verso ovest lungo il sentiero detto della “Sassa” che dalla contrada Moroni porta, mantenendosi in quota, alla contrada Piatta del comune di Castione Andevenno; dalla contrada Piatta scendendo lungo la strada provinciale Triangia – Castione, giunge alla contrada Margella. Da qui risale lungo il costone seguendo il limite tra bosco e vigneto, prosegue quindi verso ovest, sempre lungo detto limite, fino ad intersecare la comunale per Vendolo, da qui per la linea retta si raggiunge il cimitero di Castionedi e spingendosi poi ad ovest in linea retta alla località Balzarlo; segue poi la comunale per Postalesio fin al confine amministrativo del comune di Castione Andevenno per poi ridiscendere in località La Valle al punto di partenza.
d) Da via Scarpatetti, salita Schenardi, via Lusardi, via Brennero, via Visciastro e strada statale n. 38 dello Stelvio fino al capitello posto a lato della strada statale e indicante il confine tra il comune di Sondrio e il comune di Montagna. Da qui segue il piede della falda montana in direzione est passando per la casa Trippi fio alla contrada detta Cà Farina. Riprende in quest’ultima contrada la strada Valeriana passando, per le Cà Muzzat, Conforti, Pignotti, Rogna, Palù. Dalla contrada Palù segue il piede della falda montana fra vigne e prati fino alla contrada Calvario al piano. Prende quindi la strada denominata Del Bungin, fino alla strada provinciale, la percorre fino all’abitato di Tresivio e al crocevia prosegue fino a tornante ove in contrada Rusconi imbocca la strada comunale Tresivio – Poggiridenti seguendola sino alla contrada Ferrari. Da qui risale lungo la valle Rogna fino ad incontrare il sentiero detto Cà Ferrari sulla destra della valle stessa. Prosegue verso ovest lungo quest’ultimo sentiero fino al tornante formato dalla strada comunale per Surana. Da questo stesso tornante per la curva di livello 650metri passando per le località Cà Farina e Cà Paini in comune di Montagna si abbassa lungo la strada comunale fino alla località Madonnina per poi volgere a ovest lungo la strada consortile dei Dossi Salati e giungere a Ponchiera in contrada Scherini. Da questa località segue la strada provinciale sino al Castello Masegra al punto di raccordo con via Scarpatetti.
e) Dall’incrocio del torrente Rogna in comune di Chiuro con la strada Valeriana, in località Rogna, il confine segue verso est lungo la strada Valeriana medesima passando per la contrada Nigola e arrivando sulla strada statale n. 38 dello Stelvio poco prima della frazione di S. Giacomo. Da qui segue la strada statale suddetta, sempre in direzione est, fino alla frazione Tresenda. All’incrocio con la strada statale n. 39 per l’Aprica volge a nord prendendo la mulattiera di Quigna che porta a S.
Gottardo (Sommasassa). In corrispondenza del tornante a sinistra prima della località Quigna Superiore, prosegue in direzione nord secondo il limite del foglio catastale n. 80 sino ad intersecare la strada nuova detta del Bim seguendola verso ovest fino ad incontare la strada vicinale della chiesa di San Gottardo, e per detta strada scendendo sino ad incontrare in località Bissa (Case Donchi – Ciapela) la strada comunale di Quigna. La segue per un breve tratto per poi volgere ad ovest per il sentiero che arriva alle case Gianoli dove imbocca la strada comunale per San Gervasio.
Da San Gervasio, seguendo la mulattiera La Baita - Pozzolovo, giunge a Castelvetro dove si incrocia con la strada provinciale Teglio – Tresenda. Segue quest’ultima strada da Castelvetro a Posseggia, da qui la vicinale che conduce alla località La Sella e quindi alle case Brioni. Da quest’ultima località risale lungo il sentiero che porta al tornante della strada provinciale Chiuro – Teglio in località Selva del Pozzo. Prosegue quindi, volgendo a ovest, seguendo la strada provinciale stessa fino a giungere sul torrente Rogna. Da qui scende lungo il torrente sino a trovare in sponda destra nel territorio di Chiuro, il roccione detto La Crotta; prosegue verso ovest lungo il ciglio del pronunciato declivio sino al culmine del Doss Bel; scende alla chiesa di S. Bartolomeo e si raccorda con la strada provinciale Chiuro – Teglio sul tornante del cimitero di Castionetto: segue poi detta provinciale in direzione Chiuro fino al successivo tornante per scendere in linea retta fino al ponte sul torrente Fontana. Di qui volge ad est al limite con i frutteti fino a raggiungere il punto di partenza.
f) In comune di Bianzone lungo la strada comunale a partire dalla località La Gatta attraversando il nucleo abitativo e sempre per detta strada superando di volta in volta la chiesa di S. Martino, la contrada Campagna in comune di Villa di Tirano, contrada Pioda, S. Antonio, S. Lorenzo, Beltramelli, Sonvico, Val Pilasco e Ragno per riprendere la strada statale n. 38 dello Stelvio fino al torrente Poschiavino. Risale il torrente Poschiavino fin sotto la roccia della chiesa di S. Perpetua e di qui lungo la linea di livello di 550 metri volge verso ovest intersecando di volta in volta costoni e vagelli in comune di Bianzone uno sperone di roccia proprio in corrispondenza del tornante della strada comunale Biancone – Bratta. Innalzandosi fino a detto tornante e proseguendo lungo detta strada verso ovest, il confine raggiunge la contrada Prada e la mulattiera per Piazzeda. Di qui, intersecando la curva di livello di 600 metri, la segue fino alla contrada Curta bassa per ridiscendere al limite del bosco al punto di partenza.
g) Dal cimitero di Tirano passando attraverso il limite superiore dell’abitato prosegue verso est lungo l’argine destro dell’Adda fino all’Altezza dell’edificio denominato Casa del Mutilato; di qui sale in linea retta verso il cimitero di Baruffini volgendo ad ovest allorquando interseca la quota di livello 650 metri che mantiene fino a raggiungere lo sperone roccioso di Roncaiola da cui lungo il crinale si ricollega al punto di partenza.
Nel territorio di produzione dei vini a DOCG “Valtellina superiore”, compreso nella zona di produzione sopra delimitata, sono costituite le sottozone “Maroggia, Sassella, Grumello, Inferno e Vagella” delimitate rispettivamente come appresso:
“Maroggia”
partendo deal punto in cui la valle Serada taglia la strada Regoledo – Monastero, il confine volge verso ovest seguendo la strada comunale per Monastero fino alla quota 550, prosegue lungo la strada consorziale dei Casini fino alla località Piasci. Da qui scende lungo la strada comunale Maroggia – Ere fino al nucleo abitato di Maroggia e lo attraversa passando per le
vie F.lli Rodari e Gardenia fino a giungere alla sommità del conoide. Scende lungo il crinale che delimita la costiera vitata fino al termine del pendio in località Pedemonte e prosegue verso est lungo le contrade Ere, Valdorta, Pedemonte, Gatti, Camp Fop. Si congiunge con la strada provinciale Valeriana fino a raggiungere l’inizio della valle Serada e sale in direzione nord, lungo tale valle, fino al punto di partenza.
“Sassella”
Partendo dalla strada statale n. 38 dello Stelvio, immediatamente sotto la chiesa della Madonna di Sassella, il confine volge verso est seguendo la strada nazionale fino alla località Castellina. Da qui per la strada Valeriana, sempre in direzione est. Fino ad incontrare la via Bernina in comune di Sondrio. Dal predetto incrocio risale lungo la strada provinciale per la Valmalenco; raggiunto il dosso di S. Bartolomeo prende la strada Sondrio – Triangia e la percorre sino al disotto della frazione S. Anna, dove imbocca la nuova strada detta del Quadro, raggiunge e si immette sulla strada comunale del Campetto e poi su quella della Sassa fino al confine comunale tra Sondrio e Castione che segue fino alla località Tass. Da quest’ultimo punto il confine volge a ovest seguendo il piede del costone roccioso detto Crap Coròn fino alla località detta Crap Bedoi, donde sale in direzione nord – ovest per un sentiero che incontra in località Martinelli la strada consorziale dei Moroni. La percorre in direzione ovest fino al ponte superiore sul torrente Soverna in frazione Moroni. Di qui imbocca il sentiero sulla sponda orientale del Soverna fino ad incontrare la strada comunale Moroni – Triasso. Il confine raggiunge quindi la Valle del Solco. Da qui volge a sud e, attraversa la strada dei Grigioni, lungo la stessa valle, arriva fino alla Valeriana. Volge quindi a est lungo il piede della falda montana tra prati e vigne e raggiunge la chiesa della Sassella. Dalla chiesa suddetta scende al punto di partenza seguendo la linea di massima pendenza.
“Grumello”
dall’incrocio formato dalla strada provinciale per Montagna con la via Lusardi, in comune di Sondrio, il confine volge a est seguendo le vie Lusardi, Brennero, Visciastro e la strada statale n. 38 dello Stelvio fino al capitello che, su quest’ultima strada, segna il confine fra i comuni di Sondrio e Montagna. Da questo punto segue il piede della falda montana passando per Cà Trippi e la contrada Cà Farina fino al torrente Davaglione. Sale lungo il torrente medesimo fino al ponte della strada provinciale Sondrio – Montagna. Da qui, volgendo a ovest scende seguendo la strada provinciale suddetta fino a quota 449; risale verso il nord – est la strada di Riva fino al capitello di Riva e per la valle della Giambon raggiunge le scuole elementari di Montagna. Risale per la strada comunale fino al Dosso in località Madonnina. La delimitazione segue la mulattiera dei Dossi Salati fino al dosso detto di Croce a nord –est di Ponchiera; discende per detto dosso fino alla chiesa parrocchiale di Ponchiera e per la strada che porta a contrada Rasella raggiunge la comunale Sondrio – Arquino; segue quindi verso sud detta comunale per raggiungere e immettersi sulla provinciale Sondrio – Montagna (in prossimità di quota 340) per ritornare all’incrocio con la via Lusardi.
“Inferno”
Partendo dal punto in cui il Davaglione taglia la strada Valeriana, il confine volge verso est seguendo la strada medesima e passando per le contrade Cà Muzzat, Conforti, Pignotti, scavalca il torrente Rogna e arriva in contrada Palù. Da qui, seguendo il piede della falda montana lungo la linea di demarcazione tra prati e vigneti, giunge al limite inferiore della zona Calvario, prosegue fino a Cà Menatti in località Sedume, prende l’omonima strada vicinale fino a raggiungere poco oltre la località S. Tommaso la strada che conduce dalla stazione ferroviaria a Tresivio e poi detta strada fino a congiungersi alla provinciale Tresivio
– Sondrio. La segue volgendo a ovest passando per Poggiridenti, fino ad arrivare al ponte sul torrente Davaglione. Dal ponte, volgendo a sud, scende lungo il torrente medesimo fino ad arrivare sulla strada Valeriana, al punto di partenza.
“Vagella”
Dall’incrocio del torrente Rogna in comune di Chiuro con la strada Valeriana, in località Rogna, il confine segue verso est lungo la strada Valeriana medesima passando per la contrada Nigola e arrivando sulla strada statale n. 38 dello Stelvio poco prima della frazione di S. Giacomo. Da qui segue la strada statale suddetta, sempre in direzione est; fino alla frazione Tresenda. All’incrocio con la strada statale n. 39 per l’Aprica volge a nord prendendo la mulattiera di Quigna che porta a S. Gottardo (Sommasassa). Alla località Bissa (case Donchi – Ciapella) volge ad ovest per il sentiero che arriva alle case Gianoli dove imbocca la strada comunale per S. Gervasio. Da S. Gervasio, seguendo la mulattiera La Baita – Pozzolo, giunge a Castelvetro dove si incrocia con la strada provinciale Teglio – Tresenda. Segue quest’ultima strada da Castelvetro a Posseggia, da qui la vicinale che conduce alla località La Sella e quindi alle case Brioni. Da quest’ultima località risale lungo il sentiero che porta al tornante della strada provinciale Chiuro – Teglio in località Selva del Pozzo. Prosegue quindi, volgendo ad ovest, lungo la strada provinciale stessa fino a giungere sul torrente Rogna. Da qui scende lungo il torrente sino a trovare, in sponda destra nel territorio di Chiuro, il roccione detto La Crotta; prosegue verso ovest lungo il ciglio del pronunciato declivio sino al culmine del Doss Bel; scende lungo il sentiero che incrocia, a sud della chiesa di S. Bartolomeo, la omonima strada provinciale. Segue, sempre verso ovest, l’altro sentiero che scende alla Valle dei Luc, in margine alla coltura della vite. Lungo tale valletta scende, in direzione sud, sino al piede della pendice e poi segue verso est la linea di demarcazione fra piano e costiera, sino a raggiungere, a monte del mappale 182, il torrente Rogna; quindi discende detto torrente per tornare sulla strada Valeriana al punto di partenza.
Art 4
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino oggetto dl presente disciplinare devono essere quelle normali della zona e comunque atte a conferire alle uve ed ai vini derivati le specifiche caratteristiche di qualità.
Sono pertanto da ritenersi idonei, ai fini dell’iscrizione all’Albo di cui all’art. 15 della legge 10/02/1992, n. 164, esclusivamente i vigneti ubicati i terreni declivi e di natura brecciosa, ben esposti e ubicati alle quote di riferimento.
I sesti di impianto, le forme di allevamento e di potatura devono rispondere ai requisiti di una razionale coltivazione e comunque non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
Fermi restando i vigneti esistenti, i nuovi impianti ed i reimpianti devono essere composti da un numero di ceppi non inferiore a
4.000 ceppi/ettaro
E’ vietata ogni pratica di forzatura, è consentita l’irrigazione di soccorso.
La produzione massima di uva per ettaro, in coltura specializzata, non deve essere superiore a. 8,00 tonnellate/ettaro.
Nelle annate favorevoli i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla produzione del vino a DOCG “Valtellina superiore” devono essere riportati nel limite di cui sopra, purché la produzione globale non superi il 20% il limite medesimo, fermo restando il limite resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.
Le eccedenze delle uve, nel limite del 20%, non hanno diritto alla denominazione di origine controllata e garantita.
Oltre detto limite percentuale decade il diritto alla denominazione di origine controllata e garantita per tutto il prodotto.
Le uve destinate alla vinificazione del vino DOCG “Valtellina superiore” devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
11,00 vol.
Le uve destinate alla vinificazione del vino a DOCG “Valtellina superiore” con l’indicazione di una delle seguenti sottozone:
Maroggia
Sassella
Grumello
Inferno
Vagella
devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
11,50 vol.
La regione Lombardia, annualmente, prima della vendemmia, sentite le organizzazioni professionali di categoria interessate, tenuto conto delle condizioni ambientali e di coltura che nell’anno si sono verificate, può stabilire con decreto un limite massimo di produzione inferiore a quello fissato dal presente disciplinare di produzione, dandone immediata comunicazione al Ministero per le politiche agricole – Comitato per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei vini, e alla C.C.I.A.A. di Sondrio.
Art 5
Le operazioni di vinificazione e di invecchiamento del vino e DOCG “Valtellina superiore” anche con l’indicazione delle sottozone, devono essere effettuate nell’ambito dell’intero territorio amministrativo dei comuni rientranti, in tutto o in parte, nel territorio delimitato nel precedente art 3.
Tuttavia. Tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione, le predette operazioni potranno essere autorizzate dal Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, sentita la regione Lombardia, per l’intero territorio amministrativo della provincia di Sondrio a condizione che le ditte richiedenti dimostrino di aver effettuato e di effettuare dette operazioni prima dell’entrata in vigore del presente disciplinare di produzione.
E’ in facoltà del Ministero per le politiche agricole autorizzare l’esportazione verso la Confederazione elvetica di determinate partite di vino “Valtellina superiore” che non abbiano ancora subito, in tutto o in parte, il periodo di invecchiamento previsto per detti vini, dandone comunicazione al Comitato predetto, a condizione che l’invecchiamento venga effettuato, o completato, nella zona di frontiera del territorio svizzero, di cui alla convenzione del 2/07/1953 fra l’Italia e la Confederazione elvetica e successive variazioni.
La resa massima dell’uva in vino finito non deve essere superiore al 70%.
Qualora superi detto limite, ma non il 75%, l’eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine controllata e garantita.
Oltre il 75% decade il diritto alla denominazione di origine controllata e garantita per tutto il prodotto.
I vini oggetto del presente disciplinare di produzione, possono essere immessi al consumo dopo un periodo minimo di invecchiamento e di affinamento di:
24 mesi, dei quali 12 in botti di legno
il periodo di invecchiamento decorre dal 1° dicembre successivo alla vendemmia.
Il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Valtellina superiore” sottoposto ad un periodo di invecchiamento di almeno:
3 anni
può portare la specificazione aggiuntiva “riserva”
Art 6
II vini a denominazione di origine controllata e garantita:
“Valtellina superiore”
“Valtellina superiore Maroggia”
“Valtellina superiore Sassella”
“Valtellina superiore Grumello”
“Valtellina superiore Inferno”
“Valtellina superiore Vagella”
“Valtellina superiore riserva”
all’atto dell’immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
colore: rosso rubino tendente al granato;
profumo: caratteristico, persistente e sottile, gradevole;
sapore: asciutto e leggermente tannico, austero, vellutato, armonico
e caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00 vol.;
acidità totale minima: 5,00 g/l.;
estratto secco netto minimo 23,00 g/l.;
L’uso in aggiunta alla denominazione di origine controllata e garantita “Valtellina superiore” delle sottodenominazioni geografiche “Maroggia, Sassella, Grumello, Inferno e Vagella” ò riservato al prodotto ottenuto dai vigneti situati nelle sottozone delimitate rispettivamente nel precedente art 3.
Il vino ottenuto dal coacervo di uve, mosti e vini provenienti da due o più delle predette sottozone geografiche porterà in etichetta soltanto la denominazione “Valtellina superiore”.
E’ consentita l’utilizzazione della dizione “Stagafassli” in aggiunta alla denominazione “Valtellina superiore” limitativamente al prodotto imbottigliato nel territorio della Confederazione elvetica. L’utilizzo di tale dizione esclude automaticamente la possibilità di indicare sia le sottozone “Maroggia, Sassella, Grumello, Inferno e Vagella” sia la qualificazione “riserva” sia ulteriori riferimenti geografici aggiuntivi.
E’ in facoltà del Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini modificare, con proprio decreto, i limiti sopra indicati per l’acidità totale e l’estratto secco netto.
Art 7
Alla denominazione di origine controllata e garantita “Valtellina superiore” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi extra, scelto, fine, selezionato ed similari.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati, non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno il consumatore.
E’ consentito, in conformità al disposto del decreto ministeriale 22/04/1992, l’uso di indicazioni geografiche e toponomastiche che facciano riferimento a comuni, frazioni, poderi, tenute, tenimenti, cascine e similari, nonché della sottospecificazione geografica “costa” e di altri sinonimi di uso locale, costituite da aree, località e mappali, inclusi nelle zone, delimitate nel precedente art 3 e, dalle quali effettivamente provengano le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto.
E’ altresì consentito l’uso di indicazioni toponomastiche aggiuntive che facciano riferimento alle “vigne” dalle quali effettivamente provengano le uve, da cui il vino così qualificato è stato esclusivamente ottenuto, a condizione che tali vigne siano indicate ed evidenziate separatamente all’atto della denuncia all’albo dei vigneti e che le uve da esse provenienti ed
i vini da esse separatamente ed unicamente ottenuti siano distintamente indicate e caricati rispettivamente nella denuncia annuale di produzione delle uve e nei registri obbligatori di cantina.
Art 8
 Sulle bottiglie o altri recipienti contenenti il vino oggetto del presente disciplinare deve figurare l’indicazione dell’annata di produzione delle uve.
Le bottiglie nelle quali vengono confezionati i vini predetti devono essere di forma “bordolese o borgognotta” di vetro scuro e chiuse con tappo di sughero, ma comunque di capacità consentita dalle leggi vigenti, non inferiore a 0,375 e non superiore a 5 litri.
E’ vietato il confezionamento e la presentazione di bottiglie che possano trarre in inganno il consumatore o che siano tali da offendere il prestigio del vino.
Art 9
 Ai fini dell’utilizzazione della denominazione di origine controllata e garantita “Valtellina superiore”, ai sensi dell’art 13, comma 1, della legge 10/02/1992, n. 164, devono essere sottoposti nella fase di produzione ad analisi chimico – fisica ed organolettica. Ultimato il periodo di invecchiamento obbligatorio, anche se lo stesso è effettuato in territorio svizzero, e comunque sempre prima della sua commercializzazione, anche se trattasi di transazioni tra produttore e commerciante e fra produttore ed imbottigliatore, detti vini devono essere sottoposti d un ulteriore esame organolettico nella fase dell’imbottigliamento, secondo le norme all’uopo impartite dal Ministero per le politiche agricole.

 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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