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L'etichetta della settimana |
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Aziende News |
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Il Vitigno:
Barbera
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Barbera ciarìa, Barbera 'd
Davi, Barbrassa e Barbera dou ciorniou sono cultivar locali
(ormai rare o rarissime) del germoplasma piemontese che non
vanno confuse con il Barbera. I Barberùn, segnalati in varie
zone piemontesi, con caratteri varianti rispetto al Barbera,
sono nella maggior parte dei casi vitigni distinti dal
Barbera. La Barbera riccia verosimilmente è da considerarsi
Barbera con evidente sintomatologia virale ascrivibile al
complesso dell'arricciamento. La Barbera bianca piemontese è
un vitigno che ha in comune con il Barbera solo la forma
allungata dell'acino. La Barbera sarda presente in Sardegna,
infine, corrisponde in realtà al Carignan.
Distribuzione geografica
È di gran lunga il vitigno piemontese principale:
intensamente coltivato nelle province di Asti e Alessandria,
diffusamente nelle province di Cuneo e Torino, è presente
ovunque in Piemonte e raccomandato in tutte le province.
Fuori dal Piemonte, il Barbera ha importanza colturale nell'Oltrepò
Pavese, sui Colli Piacentini, in Franciacorta, Umbria,
Campania, Sicilia ed in altre regioni italiane; introdottovi
dagli emigranti italiani, è presente anche oltreoceano: in
California e in Sud America con superfici consistenti. |
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doc docg |
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Cesanese
del Piglio |
DOCG |
D.M. 29/05/73 (G.U. n. 216 del 22/08/73) |
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Nel ristretto
territorio collinare dei comuni di Piglio e Serrone e in parte di quello
di Acuto, Anagni e Paliano, tutti in provincia di Frosinone, con le uve
di Cesanese di Affile e/o Cesanese comune, con l’eventuale piccola
aggiunta (10%) di quelle di Sangiovese, Montepulciano, Barbera,
Trebbiano toscano (Passerana), Bombino bianco, si ottiene questo vino
dal colore rosso rubino tendente al granato con l’invecchiamento; odore
delicato, caratteristico del vitigno di base; sapore morbido,
leggermente amarognolo. A seconda del contenuto in zuccheri residui si
ottengono i tipi "secco", "asciutto", "amabile" e "dolce". Gradazione
minima: 12°. Uso: da pasto se secco o asciutto, da fine pasto se amabile
o dolce. Si produce anche nei tipi "spumante naturale" o "frizzante
naturale". |
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igt |
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La IGT “Lazio” è riservata ai seguenti vini:
bianco
bianco frizzante
rosso
rosso frizzante
rosso novello
rosato
rosato frizzante
bianco passito
I vini ad IGT “Lazio” bianchi, rossi e rosati e passito devono
essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell’ambito
aziendale, da uno o più vitigni a bacca di colore analogo,
raccomandati e/o autorizzati per le rispettive province di:
Frosinone, Latina, Rieti, Roma e Viterbo.
I vini ad IGT “Lazio” con la specificazione di uno dei vitigni
raccomandati e/o autorizzati o loro sinonimi per le rispettive
province di Frosinone, Latina, Rieti, Roma e Viterbo, è riservata ai
vini ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell’ambito
aziendale, per almeno l’85% dai corrispondenti vitigni ad esclusione
dei vitigni che sono riservati alla designazione dei vini a
Denominazione di origine o i cui nomi contengono termini geografici
riservati ai vini a DOC o ad IGT.
Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei
mosti e dei vini sopra indicati, le uve dei vitigni a bacca di
colore analogo, raccomandati e/o autorizzati per le rispettive
province, sopra indicate, fino ad un massimo del 15%.
Ai sensi del D.M. 13/Agosto/1997 ed alle condizioni previste ivi
previste (vedi articolo sette), è consentito, nella designazione e
presentazione dei vini ad IGT “Lazio” il riferimento al nome di due
vitigni.
I vini ad IGT “Lazio” con la specificazione di uno dei vitigni
raccomandati e/o autorizzati o lor sinonimi. Di cui al presente
articolo, possono essere prodotti anche nelle tipologie frizzante,
passito e limitatamente ai vitigni a bacca rossa alla tipologia
novello.
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