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80 anni per il Soave Doc festeggiati a Firenze
L’importante compleanno della denominazione veronese è stato celebrato questo fine settimana al al Four Season di Firenze alla presenza di Elisa Isoardi, conduttrice di Linea Verde in onda su Rai Uno

Consegnato a Luca Gardini, miglior sommelier del Mondo Wsa, l’Award Italia a Tavola-Oliovinopeperoncino, in qualità di professionista under 30 impegnato nella valorizzazione del vino

Ottant’anni celebrati con stile, gusto ed eleganza quelli della denominazione del Soave che per l’occasione è stata ospite d’eccezione questo fine settimana a Firenze.
Quella di Firenze rappresenta una cornice particolarmente adatta per festeggiare questo particolare ed importane anniversario che fa riferimento al regio decreto del 23 ottobre 1931 con cui viene ufficialmente riconosciuta la denominazione del Soave, tra le prime d’Italia, in qualità di “Vino Tipico Soave”.

Durante la cena di gala è stato consegnato l’Award Italia a Tavola-Oliovinopeperoncino, a Luca Gardini, già miglior sommelier del Mondo Wsa, qui premiato in qualità di professionista under 30 impegnato nella valorizzazione del vino, da Arturo Stocchetti, presidente del Consorzio del Soave, che ha omaggiato il giovane e brillante sommelier con una Mathusalem da 6 litri di Recioto di Soave docg.

Ottant’anni di denominazione rappresentano un traguardo importante per una doc come quella del Soave, un caso più unico che raro nel suo genere in cui alla corrispondenza del nome del vino con quello della cittadina, segue di pari passo un inscindibile binomio tra il territorio e il sistema produttivo.

<<E’ un momento molto significativo per la nostra zona di produzione – afferma Arturo Stocchetti – che nel tempo è cresciuta ma sempre avendo come obbiettivo il rispetto del territorio. Da noi il lavoro dell’uomo nel tempo ha accompagnato l’evoluzione del settore agricolo senza diventare prepotente. Per questo oggi il paesaggio delle colline dell’Est Veronese presenta ancora un aspetto integro e quasi incontaminato. Il che – chiarisce il presidente - non è sinonimo di uno sviluppo territoriale fermo nel tempo. Anzi. La chiave di volta sta proprio nell’aver fatto della valorizzazione e della tutela del paesaggio lo strumento principale del proprio sviluppo rurale, tanto che proprio il paesaggio diventa indispensabile mezzo attraverso il quale l’intera denominazione trova la sua identità geografica, culturale e produttiva>>.

Dopo il riconoscimento con regio decreto nel 1931, è con il 1968 che viene ufficialmente condiviso il disciplinare di produzione per il Soave, vino bianco da vitigno autoctono prodotto da uva garganega, a ribadire il forte legame territoriale tra il vitigno e questo territorio, di marcata origine vulcanica. In tanti anni di storia la denominazione è cresciuta, il livello qualitativo delle produzioni si è elevato e l’immagine che oggi accompagna il vino Soave è quella di un territorio omogeneo ed integro, in cui il rispetto per la tradizione si sposa col progresso scientifico e con la ricerca.

Fonte © Oliovinopeperoncino Per Gentile concessione

   
 

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