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Dagli etruschi all’oltre oceano
L’origine del Trebbiano risale al periodo etrusco-romano, e il suo iniziale sviluppo si è registrato soprattutto nei territori romagnoli. Con il trascorrere degli anni sono nati dallo stesso ceppo una serie di vitigni simili, coltivati su gran parte della nostra penisola e in alcune zone francesi e della California.

È un vitigno a bacca bianca, che si è diffuso grazie alla sua capacità di adattamento sulle diverse conformazioni del territorio.
La sua grande diffusione ha fatto si che si denominasse, a seconda della zone di crescita, in diversi modi:

- TREBBIANO DI SOAVE: vitigno presente nella provincia di Verona e Brescia con principale concentrazione sulle sponde meridionali del Garda. Il grappolo e foglia sono di medie dimensioni. L’acino è tondeggiante e la buccia è spessa e consistente.
La maturazione dell’uva si ha i primi di Ottobre.
Sinonimi: Trebbiano di Lugana, Trebbiano di Verona, Turviana ecc.

- TREBBIANO GIALLO: originario dell’antica zona dei Castelli Romani, oggi è particolarmente diffuso nella provincia della capitale. Marginale la sua presenza in Toscana, Umbria, Marche.
La foglia, media o grande, è di colore verde, bollosa e rugosa. Grappolo è medio, caratterizzato da acini sferici con buccia molto pruinosa, di colore giallo dorato, macchiato talvolta di marrone.
Sinonimi: Tosterello, Trebbiano dei Castelli, Trebbiano di Velletri, Rosciola ecc.

- TREBBIANO ROMAGNOLO: le sue origini sono antichissime ed era già noto in Romagna ai tempi dei Romani.
Possiamo trovare le maggiori coltivazioni nella provincia di Ravenna, meno diffuso invece nella zona emiliana.
Foglia, acino e grappolo hanno grandezza media. La buccia è pruinosa, consistente, di colore verde-giallognolo e talvolta leggermente ambrata.
Sinonimi:Trebbiano della Fiamma e Trebbiano di Romagna.

- TREBBIANO D’ABRUZZO: originario del XVI secolo, esso risulta essere coltivato su tutto il territorio abruzzese andando a coprire tutte e quattro le province.
Le particolari condizioni climatiche hanno favorito la crescita ottimale di questo vitigno, il quale preferisce vivere in zone collinari.
Grappolo e acino sono di medie dimensioni.

- TREBBIANO TOSCANO: è il più importante tra i tanti Trebbiani e sicuramente uno dei vitigni più diffusi a livello nazionale.
Foglia medio-grande, dalla forma pentagonale. L’acino, discoidale, ha la buccia più o meno pruinosa, di media consistenza e di colore giallo-verde o giallo-rosato.
Sinonimi: Albano, Bobiano, Biancame ecc…

Vino degustato: Trebbiano d’Abruzzo 2010 Gentile Vini.

Tipologia: Vino bianco DOC.
Uve: Trebbiano d’Abruzzo 100%.
Gradazione: 12,5%.
Composizione del terreno: ghiaioso, ricco di microelementi
Resa per ettaro : 90 hl/ha.
Epoca di vendemmia: Prima settimana di ottobre.
Vinificazione: Pressatura soffice delle uve e fermentazione a temperatura controllata.
Bottiglie prodotte : 26000.
Esame Visivo: Giallo paglierino con riflessi verdolini, consistente.
Esame olfattivo: Nette sensazioni floreali di sambuco, acacia e ginestra, note fruttate di frutta bianca giovane come pesca e albicocca.
Esame gustativo: Al palato è fresco con note ammandorlate finali, buona la persistenza.
Abbinamento: Eccellente con il pesce, ma anche sul pollo.
Temperatura di servizio: 10°C- 12°C.
Prezzo di vendita al pubblico in negozio: €9,00- € 11,90.
Punteggio: 84/100.
Conclusione: Trebbiano d’Abruzzo di grande livello.
Per informazioni o vendita vini online, contattare l’enoteca Le Cantine Dei Dogi al nr. 0415489920.


Erik Fiorello


 

Fonte © Oliovinopeperoncino Per Gentile concessione

 
   
 

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