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Approvate le "sottozone" del moscato d'Asti docg
Il Comitato vitivinicolo nazionale ha approvato le tre “sottozone”del moscato d’Asti riferite alla tipologia “tappo raso”. Sono state assegnate ai comuni di Canelli, Santa Vittoria d’Alba e Strevi (AL).

Per “sottozone” si intende il meglio del moscato dal punto di vista qualitativo. “LA STAMPA” ha definito, recentemente, “supermoscato” quello di Canelli che ha ottenuto la “sottozona”. La notizia arriva in un momento in cui il mondo del Moscato sta nuovamente attraversando un momento di confronto tra opinioni diverse.

L'argomento centrale è, appunto, quello della qualità. Alcuni anni si verificò una crisi di mercato dovuta anche alla scarsa qualità del prodotto, in particolare l'Asti.

Ancora oggi si discute su questo problema e il dibattito vede in prima fila alcune qualificate aziende e la "Produttori Moscato d'Asti Associati" che, rappresentando la parte agricola di questo mondo, riunisce quasi 3000 aziende (tra individuali e cooperative) sparse su un territorio che comprende le province di Cuneo, Asti ed Alessandria dove si trovano i 52 comuni che rientrano nei due disciplinari di produzione per un totale di circa 10 mila ettari.

La qualità quindi: un buon Moscato o Asti spumante non potrebbe scendere sotto una soglia minima di prezzo di uscita dalla Cantina di 4/ 5 euro a bottiglia ma, approfittando della ripresa del mercato avvenuta negli ultimi due/tre anni, alcune aziende si son messe a vendere Moscato a tapo raso anche a 3 euro la bottiglia (prezzo finale nei negozi e nella Grande distribuzione) tentando di far elevare sempre più la resa per ettaro mentre la maggior quantità di 
bottiglie di Asti spumante prodotto da un ristrettissimo gruppo di grandi aziende industriali, si trovano a prezzi finali spesso altrettanto bassi che non superano i 2,5 euro a bottiglia.

Questa politica è contrastata sia dalle aziende qualificate ( ne fa cenno, ad esempio, Valter Bera qualificato produttore di Neviglie e presidente dell'Enoteca regionale di Mango d'Alba) che dalla stessa "Produttori Moscato d'Asti Associati" come sostiene il suo presidente Giovanni Satragno che già negli anni '90 si battè per il riconoscimento della doc al Moscato vendemmia tardiva.

Circa 30 mila bottiglie, attualmente, di cui è autorizzata la produzione nel solo territorio del comune di Loazzolo. Proprio per differenziare il mondo della qualità da quello cui interessa in primis fare business, sono nate le "sottozone" che diventeranno realtà dalla vendemmia 2011. Un primo passo verso la ricerca di una nuova immagine di questo importante segmento dell'enologia italiana.

dott. LUCIANO SCARZELLO

Fonte © Oliovinopeperoncino Per Gentile concessione

   
 

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