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Barbera rotonda o Bonarda
rotonda (ad Albiano e Roppolo), Peilavert (a Dorzano,
Salussola e Cavaglià), Bonarda 'd Macoun o semplicemente
Bonarda (a Cuceglio e S. Giorgio), Balau o Balò (in alcune
zone del Canavese, nel Pinerolese ed Astigiano), Uva 'd
Galvan (nel Pinerolese), Dolcetto di Boca e Durasa* (nel
Novarese).
*Nota: la corrispondenza del Neretto duro qui descritto con
la Durasa (vitigno autorizzato in provincia di Novara)
riteniamo sia molto probabile, anche se non del tutto certa.
Tale incertezza dipende dal fatto che non sono state fino ad
ora pubblicate descrizioni della Durasa che possano essere
utilizzate quali riferimenti per i confronti. Nel Novarese,
infatti, più di un vitigno viene segnalato dai viticoltori
come Durasa, ma tra questi uno dei più diffusi è proprio il
Neretto duro, soprattutto con il nome di Dolcetto di Boca.
Distribuzione geografica
E' diffuso in tutto l'arco alpino pedemontano, dal Novarese
fino alle colline Saluzzesi, e sporadicamente anche nel
Chierese e nell'Astigiano, anche se la zona di maggior
coltivazione è probabilmente il Canavese.
Caratteri morfologici
Germoglio: apice bianco giallastro con orli rosati,
cotonoso; foglioline apicali spiegate con bordi un po'
revoluti giallo dorate, appena sfumate di rosso; foglioline
basali verdi giallastre lievemente ramate; la quarta è
inferiormente molto lanuginosa.
Foglia adulta: di medie dimensioni, pentagonale, a 3-5 lobi
(generalmente i seni laterali sono poco profondi, ma talora
ben marcati); lembo poco bolloso (talora qualche
increspatura alla base delle nervature), con profilo piano o
leggermente a coppa; denti pronunciati, a margini
rettilinei; seno peziolare chiuso (da 0 a 2 cm), a U o a V;
tomento orizzontale della pagina inferiore disposto a
ciuffi, di densità media o debole; nervature inferiormente
da appena setolose a setolose.
Grappolo a maturità: di medie dimensioni o medio-piccolo,
conico (talora con estremità a punta, talora troncato),
caratteristico per un'ala ben evidente, piuttosto corto,
spargolo; peduncolo di media lunghezza, verde, che si stacca
facilmente dal tralcio.
Acino: di media dimensione, sferoidale, con buccia
mediamente pruinosa, molto spessa e consistente, di colore
blu-nero.
Fenologia
Germogliamento: medio-precoce.
Fioritura: medio-precoce.
Invaiatura: precoce (entro la prima decade di agosto).
Maturazione dell'uva: precoce o medio-precoce (seconda
decade di settembre, all'incirca contemporanea a quella del
Dolcetto).
Attitudini colturali e utilizzazione
E' un vitigno di vigore vegetativo da medio ad elevato, con
grande sviluppo dei rami anticipati; ha grande capacità di
adattamento a numerose forme di allevamento, dalla
controspalliera con potatura Guyot, alla pergola, alla
cortina semplice o doppia; la ripresa per innesto e per
talea è ottima e la fertilità è elevata e ben distribuita
lungo tutto il capo a frutto (comprese le gemme basali o gli
speroni); anche le femminelle sono fertili. Presenta una
buona tolleranza nei confronti della muffa e del marciume
del grappolo grazie alla buccia dura e resistente; per
questa ragione è stata in molti luoghi considerata una delle
uve da serbo per eccellenza e consumata volentieri allo
stato fresco anche per il sapore gradevole e la moderata
tannicità. Se vinificata in purezza dà un vino dal colore
intenso, morbido, generalmente di acidità contenuta, neutro
dal punto di vista dell'aroma. E' un vitigno rustico e
produttivo, assai coltivato nel passato anche per la duplice
attitudine dell'uva.
Vigoria: medio-elevata, con abbondante sviluppo di
femminelle o rami anticipati.
Fertilità : da media a elevata e presente anche a livello
delle gemme basali del capo a frutto e dello sperone.
Produttività: media o medio-elevata, con una certa tendenza
ad alternare; rami anticipati produttivi.
Portamento dei tralci: semi-eretto; talvolta sviluppo non
omogeneo dei germogli dello stesso ceppo.
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