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Lo Chardonnay,
varietà di uva a frutto bianco molto pregiata, è
coltivato ormai da alcuni decenni in Franciacorta. E’
difficile stabilire con precisione assoluta la data
della sua introduzione. E’ probabile però che alcuni
produttori agli inizi degli anni ‘50, abbiano apprezzato
sia le caratteristiche specifiche di vinificazione che
di qualità di quest’uva e l’abbiano introdotta fin
d’allora.
Di certo si sa che verso il 1950 si incominciò a
diffondere questa varietà in Franciacorta mescolata
assieme al Pinot bianco.
Questo fatto contribuì a confondere le due cultivars,
dato che nessuno si era preoccupato di distinguerle in
modo chiaro e preciso dal punto di vista varietale.
Ciò non toglie, tuttavia, che fin dagli inizi i
vivaisti, quando si procuravano il materiale per
preparare le nuove piantine di vite, dessero la
preferenza a quei ceppi che presentavano caratteristiche
migliori. E quelle viti che si distinguevano per la loro
regolarità produttiva, per una migliore conformazione
del grappolo, per un più elevato grado zuccherino e per
il colore dorato degli acini, altro non erano che
Chardonnay. Solo nel 1963 si giunse ad un chiarimento e
ad una differenziazione delle due varietà, quando venne
piantato presso l’Istituto Agrario di San Michele
all’Adige un vigneto in “purezza” di Chardonnay, con
viti importate direttamente dalla Francia.
A quel punto le differenze fra le due varietà vennero
definitivamente chiarite, evidenziando le qualità
superiori che effettivamente lo Chardonnay possedeva.
Qualità che derivano soprattutto dal favorevole
adattamento di questa varietà in Franciacorta, terra
nella quale ha trovato un habitat molto simile alla
patria d’origine. Il fatto che da parte degli
agricoltori si sia verificata una vera e propria corsa
all’impianto di questo vitigno non deve meravigliare.
Una volta conosciute le differenti caratteristiche
esistenti fra Pinot bianco e Chardonnay, i viticoltori
naturalmente si sono orientati verso quest’ultima
varietà, perché più adatta alla spumantizzazione. Nel
1978, lo Chardonnay viene iscritto nel catalogo
nazionale delle varietà e nel 1980 è diventato un
vitigno autorizzato e raccomandato per la provincia di
Brescia. Attualmente in Franciacorta lo Chardonnay
rappresenta oltre 1200 ettari iscritti all’Albo a D.O.
Franciacorta ed è utilizzato per il Franciacorta DOCG e
per il Terre di Franciacorta DOC bianco.
La vite è caratterizzata da medio vigore, ha foglie
verde chiaro, grappolo caratteristico di colore
verdastro tendente al giallo, molto compatto e con acini
dalla buccia robusta e spessa.
La pianta è molto sensibile alla flavescenza dorata che
negli ultimi anni ha falcidiato parecchi vigneti. Il
grappolo compatto può essere in annate con autunno
umido, attaccato dalla Botrytis cinerea. L’utilizzo
principale è quale base del Franciacorta DOCG o in minor
misura come vino.
Il vino è caratterizzato da un aroma intenso, fresco,
complesso di frutta e floreale. La consistenza di questo
vino è sempre elevata, conservando sempre comunque una
positiva sensazione di freschezza e di aromi tipicamente
varietali. |