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E’ ritenuto
un vitigno autoctono e considerato comunque, il migliore ed
il più pregiato tra i vitigni ad uva bianca delle Marche
anche se è maggiormente diffuso nelle aree viticole dei
Castelli di Jesi e di Matelica, ove si producono le rinomate
DOC. Di antica coltivazione; conosciuto anche con altre
denominazioni locali, ha corrispondenze ampelografiche con
il Trebbiano di Soave del Veneto da dove si ipotizza,
intorno al ‘400, la sua migrazione verso le Marche in cui si
sarebbe ambientato ed adattato. Questo vitigno predilige
ambienti di coltivazione collinari, arieggiati, mediamente
argillosi, sufficientemente freschi e caratterizzati da
un’ampia escursione termica. Presenta una maturazione
piuttosto lenta per cui, essendo fortemente condizionato
dalle caratteristiche ambientali in cui viene coltivato, va
facilmente incontro a scadimenti qualitativi qualora si
presentino condizioni sfavorevoli. I cloni omologati e
attualmente disponibili, provenienti da selezioni di origine
marchigiana, sono il CSV AP VE2; CSV AP VE5 R2; VCR 100; VCR
107 e UNIMI 1-Castelli di Jesi, VLVR20; UNIMI2-Castelli di
Jesi VLVR30; UNIMI3-Castelli di Jesi VLVR50; Sono comunque
in corso indagini per l’ottenimento di nuove selezioni. Il
vino che si ottiene da queste uve presenta profumi complessi
e non banali; ottimo corpo (elevato estratto secco) e tipico
retrogusto amarognolo; ottima la persistenza
gusto-olfattiva. IL Verdicchio va a costituire le DOC
classiche Verdicchio dei Castelli di Jesi e Verdicchio di
Matelica con percentuale minima dell’ 85%.
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